Save the date: IN MEMORIA DI ELUANA ENGLARO. TORINO, LUNEDI’ 8 FEBBRAIO 2010 – Ore 11.00. sede regionale Partito Democratico

5 febbraio 2010 Nessun commento

In memoria di Eluana EnglaroCONFERENZA STAMPA  
LUNEDI’ 8 FEBBRAIO 2010  - Ore 11.00
IN MEMORIA DI ELUANA ENGLARO,
A UN ANNO DALLA MORTE.
L’IMPEGNO DEI PARLAMENTARI DEL PD
PER LA LEGGE SUL TESTAMENTO BIOLOGICO
presso sede regionale Partito Democratico
Via San Francesco d’Assisi, 35 – TORINO

Lunedì 8 febbraio 2010 , dalle ore 11.00 , presso la sede regionale del Partito Democratico (Via San Francesco d’Assisi, 35) si svolgerà la Conferenza stampa sul tema “IN MEMORIA DI ELUANA ENGLARO, A UN ANNO DALLA MORTE. L’impegno dei Parlamentari del PD per la legge sul testamento biologico”.

        Intervengono la Senatrice Magda NEGRI , l’Onorevole Anna ROSSOMANDO,  il Segretario regionale del PD del Piemonte Gianfranco MORGANDO , il Segretario provinciale del PD di Torino Gioacchino CUNTRO’ , insieme ad altri Parlamentari ed esponenti del PD del Piemonte.

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IMPEDIMENTO A COMPARIRE IN UDIENZA o c.d. “Legittimo Impedimento”: PROSEGUE L’ESAME alla CAMERA

3 febbraio 2010 Nessun commento

Riprende in Aula l’esame del testo unificato delle proposte di legge concernenti Disposizioni in materia di impedimento a comparire in udienza (C889 ed abb.).

Intervento sull’emendamento 1.283:  Al comma 2, aggiungere, in fine, il seguente periodo: Quando si procede per il reato di cui all’articolo 590 del codice penale, le altre parti sono ammesse a provare che l’impedimento addotto non determina l’assoluta impossibilità per l’imputato di presenziare all’udienza.

 

Link diretto al video ANNA ROSSOMANDO. Signor Presidente, volevo intervenire sull’emendamento Ferranti 1.283, quindi in relazione all’articolo 590 del codice penale. Ma intanto mi rivolgo all’onorevole Sisto: ho il dubbio che noi non leggiamo lo stesso codice di procedura penale, che dal 1989 ha introdotto il principio dispositivo della prova e quindi sancisce che solo in maniera residuale la prova è in mano al giudice, di regola la prova sta in mano alle parti.
In secondo luogo, mentre noi giochiamo a fare Indiana Jones sul ponte tibetano, per quanto riguarda l’articolo 590 del codice penale, le vittime di lesioni colpose si troverebbero molto pregiudicate da questi rinvii e se non possono provare la non sussistenza del legittimo impedimento. Stiamo parlando di incidenti stradali, infortuni sul lavoro, malattie professionali tipo quelle derivanti da amianto, colpa medica: tutte lesioni che provocano grandissime conseguenze e che si aspettano dai tempi del processo un ristoro economico che a volte è la sopravvivenza (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).

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“Legittimo Impedimento” oggi alla Camera

2 febbraio 2010 Nessun commento

IMPEDIMENTO A COMPARIRE IN UDIENZA: RESPINTE LE PREGIUDIZIALI DI COSTITUZIONALITA’

L’Assemblea, dopo aver respinto la questione pregiudiziale Franceschini ed altri riferita al testo unificato delle proposte di legge concernenti Disposizioni in materia di impedimento a comparire in udienza (C889 ed abb.), ha ripreso l’esame e il voto del provvedimento.

Discussione del testo unificato delle proposte di legge: Consolo; Biancofiore e Bertolini; La Loggia; Costa e Brigandì; Vietti; Palomba; Paniz: Disposizioni in materia di impedimento a comparire in udienza (A.C. 889-2964-2982-3005-3013-3028-3029-A)

Intervento a titolo personale

 

Link diretto al video ANNA ROSSOMANDO. Signor Presidente, intervengo a titolo personale. Colleghi della maggioranza, a proposito di giustizialismo e di cultura liberale, qui si discute della possibilità del giudice di valutare in concreto.
Vorrei ricordare a noi che la prima conquista è stata quella di sottrarre alla soggezione del monarca assoluto, del principe, la decisione del giudice, con la prova legale. Ma la seconda grande conquista, con la rivoluzione francese e con Voltaire, è stata il superamento della prova legale. È una conquista della cultura delle garanzie, che è basata su tre principi: libero convincimento del giudice, formazione della prova davanti al giudice (diremmo oggi al dibattimento) e giuria popolare.
Dunque, vi chiedo, soprattutto colleghi della maggioranza che fate parte dell’avvocatura: quando vi siete separati da questa cultura liberale, alla quale tutti ci onoriamo di appartenere (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico)?

Intervento ed illustrazione dell’emendamento 1.180: al comma 2, sopprimere le parole: , delle attività preparatorie e consequenziali, nonché di ogni attività comunque connessa alle funzioni di governo.

 

Link diretto al video ANNA ROSSOMANDO. Signor Presidente, la soppressione che chiediamo con questo emendamento riguarda l’ennesima parte che elenca una serie di attribuzioni. L’elencazione è così generale ed elevata che di fatto, come abbiamo detto più volte, introduce una forma di prerogativa e di immunità. Vorrei spendere qualche parola su questo argomento su cui stiamo discutendo da alcune ore, cioè l’uso della legge ordinaria o di quella costituzionale. Non è un problema di forma o di eleganza, è un problema di vera sostanza. Ribadiamo ancora una volta: voi continuate ad usare delle leggi processuali, uno strumento processuale che è finalizzato ad altri fini volendo proteggere altri beni, per introdurre neanche un’immunità ma delle forme di vero e proprio privilegio.
Diciamo una volta per tutte che il legittimo impedimento, che già esiste ed è già disciplinato, tutela innanzitutto il diritto di difesa, cioè il diritto ad essere presenti nel processo, non a non essere presenti nel processo! Anche in questo senso la questione del sereno svolgimento affrontato dalla Corte costituzionale sta in questo principio e sulla questione dell’esercizio della giurisdizione, e non sulla questione del potere di un singolo magistrato.
Quindi, se il problema non è solo di forma, ma di sostanza, vorremmo sapere, tra diciotto mesi o chissà quando, se comunque vorrete affrontare – e, in caso negativo, vorremmo conoscerne il motivo – anche in termini costituzionali, davanti a tutti i cittadini, le questioni di fondo, che non sono lo scontro tra magistratura e politica, bensì il controllo di legalità, la questione dell’impunità, quella della tutela del principio di uguaglianza: è questo che non avete il coraggio di affrontare in un dibattito pubblico, e perciò si tratta di privilegi. Avete coniato l’espressione di primus super pares, invece di primus inter pares; questo ci differenzia perché per voi il voto vuol dire populismo e potere di singoli sui molti, per noi il voto legittima la democrazia, la libertà e la legalità.
In ultimo, vorrei dire agli amici dell’UdC che la posizione da essi assunta non l’ho presa tanto come una giustificazione di carattere politico, inizialmente mi è sembrata una provocazione nei confronti non dell’opposizione, ma della maggioranza. Ritengo che sia un giorno triste quello in cui ai cittadini si prospetta di acconsentire ad un male minore facendo passare un vero e proprio privilegio (neanche una prerogativa). È un’Italia rassegnata quella che cercheremmo di costruire se approvassimo una norma di siffatta.
Infine, vorrei osservare che il male minore è cosa ancora peggiore di un concetto quanto mai pericoloso che è quello della ragione di Stato. Quando si parla di ragion di Stato, che, lo ribadisco, è un concetto ancora molto pericoloso, perlomeno sui singoli si fa prevalere l’interesse della collettività; in questo caso, invece, sull’interesse della collettività si fa prevalere l’interesse del singolo collegato a singoli processi e a singole scadenze processuali (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).

 

Link diretto al video ANNA ROSSOMANDO. Signor Presidente, quale cultura delle garanzie e quale libertà (mi suggerisce anche l’intervento del collega Giovanelli di poc’anzi)? Non è un caso che questa norma intenda tutelare il Governo e i Ministri e quindi l’Esecutivo: non ha niente a che vedere con quelle tutele, previste nella Costituzione all’indomani del dopoguerra, che intendevano tutelare la libertà dei parlamentari quando scendevano in piazza al fianco dei braccianti e degli operai, proteggendone la libertà contro lo strapotere dell’Esecutivo, al quale era stata sottoposta anche la magistratura.
Qual è la cultura a cui facciamo riferimento? È la cultura di un celebre processo, quello a Danilo Dolci, quando fece lo «sciopero alla rovescia» nelle strade di Partinico per essere a fianco degli oppressi, per pulire e mettere in ordine quelle strade e fu processato per questo. Tutta la migliore cultura democratica e giuridica…

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Torino: Inaugurazione Anno Giudiziario

1 febbraio 2010 Nessun commento

COMUNICATO STAMPA

Rossomando. INAUGURAZIONE ANNO GIUDIZIARIO   

Torino, 30-01-2010 -  Dalle due relazioni, del Presidente della Corte d’Appello Mario Barbuto e del Procuratore Generale Marcello Maddalena emerge con grande chiarezza e con dati concreti che il cosiddetto “Processo breve” non risponde alla sacrosanta richiesta dei cittadini di un servizio giustizia efficiente. Questo perché mentre non si abbrevieranno di un sol giorno i tempi dei processi verranno invece negate le decisioni sul merito, che è quanto i cittadini si aspettano da una sentenza. Saranno premiati i colpevoli, mentre le vittime dei reati non potranno avere giustizia. Occorre intervenire su un migliore e maggiore impiego di risorse umane e finanziarie, sulla distribuzione delle sedi giudiziarie, sull’eccessivo contenzioso generato anche da un proliferare di norme che creano intasamento del sistema. Noi vogliamo le riforme, ma quelle che servono ai cittadini e non a singole persone. I tempi del processo devono essere “ragionevoli” ma senza eliminare il processo. Abbiamo richiesto piu’ volte alla maggioranza di pronunciarsi sulle nostre proposte di riforma e di discuterle in Parlamento. Non si capisce davvero in questi venti mesi cosa abbia impedito di farlo.  

Anna Rossomando

30/01/2010  - CERIMONIA INAUGURALE ANNO GIUDIZIARIO 2010
Traccia scritta dell’intervento del Presidente della Corte d’Appello di Torino dr. Mario Barbuto in versione provvisoria e del Procuratore Generale dr Marcello Maddalena
File allegato – File formato zip

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YouDem.TV: processo breve, legittimo impedimento, lodo alfano costituzionalizzato e stato della giustizia in Italia.

27 gennaio 2010 Nessun commento

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Giornata della Memoria alla Camera dei Deputati: Elie Wiesel alla celebrazione in Aula

27 gennaio 2010 Nessun commento

Auschwitz-BirkenauInaugurazione della mostra “Auschwitz-Birkenau”

La Camera dei deputati, a dieci anni dall’entrata in vigore della legge che ha istituito il Giorno della Memoria per ricordare la Shoah, ha celebrato l’evento, il 27 gennaio, alla presenza del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nell’Aula di Montecitorio. Alla celebrazione, che è stata aperta dal Presidente della Camera, Gianfranco Fini, è intervenuto il Premio Nobel per la Pace, Elie Wiesel.

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Prima della cerimonia in Aula, Wiesel, il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e il Presidente della Camera dei deputati, Gianfranco Fini, hanno inaugurato, nella Sala dei Busti, la mostra “Auschwitz-Birkenau, 65° Anniversario della Liberazione, 27 gennaio 1945 – 27 gennaio 2010”.

La mostra sarà aperta al pubblico dal 27 gennaio al 26 febbraio, con ingresso gratuito da Piazza Montecitorio, da lunedì a venerdì dalle 10 alle 19, sabato e domenica dalle 10 alle 14; il 27 gennaio dalle 14 alle 19.

Attraverso documenti, fotografie e lettere inedite, oggetti provenienti dai ghetti e dal campo di Auschwitz-Birkenau, testimonianze scritte e figurate e filmati, la mostra intende offrire al pubblico la possibilità di conoscere quanto vissuto da milioni di persone prima, durante e dopo il loro internamento nel campo di sterminio.

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Camera dei Deputati: intervento su “Legittimo impedimento”

26 gennaio 2010 Nessun commento

Seduta n. 272 di lunedì 25 gennaio 2010 \ Resoconto stenografico

 

imm_depDiscussione del testo unificato delle proposte di legge: Consolo; Biancofiore e Bertolini; La Loggia; Costa e Brigandì; Vietti; Palomba; Paniz: Disposizioni in materia di impedimento a comparire in udienza (A.C. 889-2964-2982-3005-3013-3028-3029-A).

(Discussione sulle linee generali – A.C. 889-A ed abbinate)

Intervento On. Anna Rossomando

 

ANNA ROSSOMANDO. Signor Presidente, signor rappresentante del Governo e onorevoli colleghi, ancora una volta, ad un anno ed otto mesi dall’inizio della legislatura, siamo impegnati a discutere di necessità contingenti riferite a singoli casi giudiziari e non a discutere della necessità dell’intero sistema giustizia. Oggi qui alla Camera discutiamo di legittimo impedimento, ieri al Senato è stata approvata la norma sul cosiddetto processo breve. Non è casuale che questioni che dichiaratamente sono di natura squisitamente politica, così come è stato illustrato dai colleghi esponenti della maggioranza, si affrontano e si risolvono, o meglio si aggirano, intervenendo in entrambi i casi su due istituti di natura squisitamente processuale.
Infatti, come è stato detto, la disciplina del legittimo impedimento già esiste e già da sola assume ed affronta anche le questioni che eventualmente possano riguardare rappresentanti del Governo o parlamentari. Vi è una cospicua giurisprudenza che ha preso in esame il contemperamento tra l’esigenza giurisdizionale e l’esercizio delle funzioni parlamentari o di Governo.
Ma l’espressione usata – su cui qualcuno ha anche ironizzato – nel testo del provvedimento fa riferimento al fatto che si vuole assicurare non la funzione di Governo o il mandato parlamentare, ma il sereno svolgimento della funzione. Qui sta già tutto il nodo della faccenda, perché evidentemente già da questo vocabolo si evince il fatto che si vuole introdurre una prerogativa. Non è una questione di forma, ma è una questione di sostanza e di merito assolutamente ineludibile. Infatti, si usa uno strumento processuale che è finalizzato a consentire l’esercizio pieno del diritto di difesa ed in relazione a questo si vuole garantire che l’imputato possa partecipare al processo, non che possa sottrarsi al processo e pretenderne la sospensione per non esserne turbato nelle funzioni di Governo o nelle funzioni parlamentari. Questo non è indifferente. Infatti io non mi aspettavo che la maggioranza così apertamente avrebbe denunciato qual è il fine, che non si capisce quale sia o meglio si capisce fin troppo bene, perché si percorre questa strada della norma ordinaria, piegando uno strumento processuale finalizzato ad altro ad un’esigenza che ci propagandate e ci proponete come un’esigenza di natura politica, ma che invece è un’esigenza di una singola persona. Qui è il nodo.
Ma quand’anche volessimo stare sull’esigenza politica, tema rispetto al quale non voglio sottrarmi, voi dovete avere il coraggio di affrontare un percorso per il quale voi rispondete al Paese, di volere reintrodurre una prerogativa su cui il Paese si è espresso ed è fortemente contrario. Questo è il punto. Dovete avere il coraggio di affrontare questo tema e dovete avere il coraggio di chiarire cosa intendete per rapporto non fra la politica e la magistratura, ma tra politica e controllo di legalità.
Abbiamo la possibilità di stabilire che la politica non può sottrarsi al controllo di legalità? Questo è un presupposto per noi irrinunciabile. È inutile che parliamo di dialogo: così come le presentate voi, queste norme mettono in dubbio tale principio assolutamente irrinunciabile. Ecco perché poi le questioni tecniche sono nel senso che non si può prescindere dalla valutazione in concreto; la transitorietà non supera l’argomento che si vuole introdurre una prerogativa con una legge ordinaria; ecco perché non vi interessa assolutamente – infatti non avete accettato – la proposta che, nel nome del patto di lealtà tra giudicante ed imputato, venga stabilito un calendario in comune.
Colleghi della maggioranza, quello che non può essere accettato è che parlate di riforme ogni volta che si presenta una scadenza giudiziaria riferita ad un singolo processo, in modo punitivo. Parlate di questioni che riguardano il Consiglio superiore della magistratura o l’obbligatorietà dell’azione penale, minacciosamente, ad ogni scadenza giudiziaria. Non ci sottraiamo assolutamente a discutere di ciò, ma non può essere una ritorsione o un regolamento di conti.
Tutto questo, ovviamente, non ha nulla a che fare con le riforme necessarie per far funzionare la giustizia, evocate anche dal collega Rao, al quale vorrei dire che il processo breve non è stato assolutamente accantonato e che, quindi, la condizione che avevano posto, per il momento, non si è realizzata.
Cari colleghi della maggioranza, le riforme sono una cosa seria e – attenzione – una riforma seria fa passare alla storia una legislatura. Voi non state seguendo questa strada, perché costringete noi che discutiamo in Parlamento e il Paese che aspetta provvedimenti concreti all’inseguimento di una cronaca giudiziaria, di una sequenza di processi che riguardano un singolo caso.
Vorrei ancora dire – e concludo – che siamo sconcertati: a quasi due anni di legislatura, non sappiamo, e non capiamo, se il creare continuamente un conflitto (che si sa, dall’inizio, che esiste) tra il Parlamento, nel momento in cui legifera, e la Corte costituzionale, sia frutto di irresponsabilità, o se, a questo punto, sia voluto. Vi state assumendo una gravissima responsabilità, creando un conflitto continuo tra poteri e organi di controllo, che fanno sì che una Repubblica possa dirsi democratica e liberale (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).

imm_CameraVideoPer vedere il video dell’intervento clicca qui: http://video.camera.it/playlist/asxBuild.asp?params=216153&pl=no

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Save the date: 23 gennaio ore 10 a Torino, Presentazione Libro “Magistrati” di Luciano Violante. VI ASPETTO…

21 gennaio 2010 Nessun commento

invito presentazione libro Violante“Qual è oggi il ruolo dei giudici nella società e nello Stato? La perdita di credibilità della politica e l’indebolimento dei valori morali hanno portato la sfera di influenza del diritto a espandersi a dismisura. La politica guarda con sospetto l’intraprendenza della magistratura, mentre i cittadini incoraggiano i giudici che colpiscono i politici, almeno finché non vedono toccati i propri interessi. Come evitare il conflitto permanente e garantire invece un ragionevole equilibrio tra politica e giustizia?”

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Comunicato Stampa di solidarietà a Gianni Pibiri

20 gennaio 2010 Nessun commento

TORINO-LIONE: ROSSOMANDO (PD), SOLIDARIETA’ A PIBIRI E CGIL  

(ANSA) – TORINO, 20 GEN – La deputata torinese del Pd, Anna Rossomando, esprime ’solidarieta” al segretario piemontese della Fillea-Cgil, Gianni Pibiri, e condanna ‘l’aggressione verbale di cui e’ stato oggetto’.

‘I toni violenti e le parole usate – afferma la Rossomando – sono segno di un’intolleranza pericolosa per un libero e democratico dibattito’.(ANSA).  

20-GEN-10 21:23

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Regionali Piemonte

18 gennaio 2010 Nessun commento

REGIONALI:MERLO-ROSSOMANDO,ALLEANZA BRESSO CHIARA E COERENTE 

(Vedi link sotto: ‘REGIONALI: PIEMONTE; ACCORDO TECNICO…’ DELLE 19:07) (ANSA) – TORINO, 15 GEN – L’alleanza che appoggia la candidatura di Mercedes Bresso ‘e’ chiara e coerente. Il programma di governo della sua coalizione sara’ quello che verra’ giudicato dagli elettori il prossimo 28 marzo’. Lo affermano i parlamentari del Pd Giorgio Merlo e Anna Rossomando in risposta al candidato del centrodestra Roberto Cota.

‘Eventuali alleanze tecniche od elettorali sono, invece – dicono Merlo e Rossomando – indispensabili per battere la proposta e il progetto della destra. Non esiste, pertanto, una incoerenza o ambiguita’ come sostiene Cota. Anzi, si tratta di un percorso che premia la trasparenza della politica e la cultura di governo da sempre auspicati dal Partito democratico’. (ANSA). 

BOT 15-GEN-10 20:02 NNNN

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