Il punto su “Falso in bilancio”

15 maggio 2012 Nessun commento

Oggi stavamo votando in Commissione Giustizia della Camera una Proposta di legge dell’Idv che vuole ripristinare il reato di falso in bilancio, di fatto svuotato e pressoché abolito nell’era berlusconiana. 

Con il voto di un emendamento del Pdl, che sopprime il primo articolo fondante della proposta, si è voluto fermare questo cammino così fortemente richiesto dai cittadini e a cui la politica deve dare una risposta, a cui noi del Partito Democratico vogliamo dare una risposta. Tra l’altro, il reato di falso in bilancio fa parte anche delle norme per contrastare la corruzione, per questo avevamo proposto specifici emendamenti nel ddl anticorruzione, poi trasferiti negli emendamenti alla proposta di legge specifica sul falso in bilancio attualmente in discussione in Commissione Giustizia.  

Incomprensibile è l’atteggiamento avuto oggi in Commissione dal rappresentato dal Governo sottosegretario Mazzamuto, che ha espresso contemporaneamente parere favorevole all’emendamento soppressivo del Pdl e a quello del Pd, che era sulla linea della proposta di legge; il Governo ha proposto, addirittura, per l’emendamento del Pd una riformulazione che teneva comunque ferma l’impostazione della proposta di legge e dell’emendamento medesimo.

L’Udc, pare tratto in errore dal parere del rappresentante del Governo, ha votato a favore dell’emendamento del Pdl; se è confermata la motivazione dell’errore chieda l’annullamento della votazione. 

In ogni caso l’Idv ha annunciato che porterà ugualmente la proposta di legge in Aula; una scelta responsabile che condividiamo, anche perché in Aula ci sarà occasione per tutte le forze politiche di assumersi la responsabilità pubblicamente di fronte ai cittadini delle scelte che concretamente si compiono. 

E’ appena il caso di ricordare che la modifica del reato di falso in bilancio è una delle richieste che vengono rivolte all’Italia al livello internazionale insieme a quella sulla corruzione; e che quando a suo tempo la normativa veniva nel nostro Paese depotenziata, contemporaneamente oltre oceano si interveniva per rendere la legislazione di contrasto a tale forme di illecito più incisiva e più severa.

Infatti, vale la pena riaffermarlo, l’illegalità nei rapporti che regolano l’economia non riguarda solo i singoli privati direttamente coinvolti ma l’intera collettività.

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LAVORO: PD, SU ESODATI CHI PIU’ HA PIU’ DEVE DARE

10 maggio 2012 Nessun commento

(ANSA) – ROMA, 10 MAG – ‘L’impopolarita’ dei provvedimenti puo’ essere giustificata solo se e’ prezzo di interventi che rispondono a principi forti e nell’interesse comune. Tali sono quelli di equita’ e di giustizia, che non possono essere disattesi o subordinati al richiamo alle risorse allo stato reperibili’. Lo affermano Cesare Damiano e Anna Rossomando del Pd, in una dichiarazione congiunta.

‘La reperibilita’ delle risorse, ad oggi, dopo aver gia’ messo in campo provvedimenti di estremo rigore, e’ sempre e necessariamente frutto di scelte. Per questo – concludono – il Partito democratico continuera’ la sua battaglia perche’ vengano messi in campo piu’ incisivi interventi sulla patrimoniale. Chi ha di piu’ ora deve dare di piu’, su questo varrebbe la pena pagare casomai un po’ di impopolarita”. (ANSA).

FLB 10-MAG-12 17:13 NNNN

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L. ELETTORALE: ROSSOMANDO (PD), PASSO AVANTI PER DEMOCRAZIA

8 maggio 2012 Nessun commento

imm_dep(AGI) – Roma, 8 mag. – Anna Rossomando – deputata piemontese del Partito Democratico, componente della Commissione Giustizia e della Giunta per le Autorizzazioni alla Camera dei Deputati ha espresso soddifazione per l’approvazione della legge “Disposizioni per promuovere il riequilibrio delle rappresentanze di genere nei consigli e nelle giunte degli enti locali e nei consigli regionali. Disposizioni in materia di pari opportunita’ nella composizione delle commissioni di concorso nelle pubbliche amministrazioni”: “Con il voto di oggi, la democrazia partecipata fa un passo avanti. Senza un’adeguata presenza delle donne nei luoghi decisionali e di rappresentanza dei cittadini, manca una parte della visione del mondo”. 

“Oggi piu’ che mai all’indomani di un voto che esprime anche un disagio profondo verso gli attuali meccanismi di selezione della rappresentanza, promuovere in concreto la presenza delle donne nelle istituzioni significa affermare la pluralita’ e il valore del contributo di tutti come bene imprescindibile – afferma Rossomando – Ora e’ necessario lavorare affinche’ le indicazioni contenute nella legge vengano recepite nelle leggi regionali laddove ancora non siano presenti”. (AGI) Ted 081914 MAG 12

29_4_12 la Repubblica Torino-Quelle donne protagoniste nella lotta al nazifascismo

29 aprile 2012 Nessun commento

29_4_12 la Repubblica Torino_Quelle donne protagoniste nella lotta al nazifascismo

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Question time in Aula su “Beni confiscati per reati di corruzione”

26 aprile 2012 Nessun commento

camera-dei-deputatiDi seguito l’interrogazione a risposta immendiata illustrata nel Question Time di oggi, in Aula alle 15,00, in diretta su RAI 2.

VIDEO Link diretto al video

 

 

 ROSSOMANDO, FERRANTI, PEDOTO, REALACCI, MARAN, AMICI, QUARTIANI e GIACHETTI. — Al Ministro della giustizia. — Per sapere – premesso che:
   è ormai un dato acquisito che il fenomeno della corruzione danneggia non solo l’etica pubblica e la correttezza dei rapporti tra cittadino e Stato, ma produce un danno economico enorme al Paese, sia come danno erariale, quantificato in almeno 60 miliardi di euro all’anno (come ha affermato il procuratore generale aggiunto della Corte dei conti, Maria Teresa Arganelli, nella sua relazione per l’inaugurazione dell’anno giudiziario), sia come danno alla competitività dei settori della nostra economia, anche a causa dell’alterazione del regime della libera concorrenza;
   oggi ancora più acutamente che nel passato, nell’attuale crisi economica che attraversa il Paese, pesa la sottrazione di risorse alla pubblica amministrazione;
   nella XV legislatura era stata presentata una proposta di legge (Atto Camera n. 1358 a firma Spini e Realacci del 13 luglio 2006), che aveva l’obiettivo di ampliare le ipotesi di confisca e, quindi, di sequestro preventivo già previste dall’articolo 322-ter del codice penale, estendendo anche ai reati più gravi contro la pubblica amministrazione la disciplina contenuta nell’articolo 12-sexies del decreto-legge 8 giugno 1992, n. 306, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 1992, n. 356;
   tale normativa veniva trasfusa tramite un emendamento nella legge 27 dicembre 2006, n. 296 (legge finanziaria 2007), (articolo 1, commi 220-221);
   in particolare, veniva così disposto che ai beni confiscati per reati contro la pubblica amministrazione si applichi la stessa disciplina di quelli confiscati per reati di mafia e che i proventi dell’affitto, della vendita e della liquidazione dei beni siano versati nelle entrate del bilancio dello Stato per essere riassegnati in qual misura al finanziamento degli interventi per l’edilizia scolastica e per l’informatizzazione del processo;
   come per l’utilizzo per fini sociali dei beni confiscati alla mafia, anche in questo caso l’attuazione della normativa citata ha un alto valore di sensibilizzazione sul significato civile del recupero e del riutilizzo dei patrimoni accumulati illecitamente –:
   quale sia lo stato di attuazione delle norme contenute nell’articolo 1, commi 220-221, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 (legge finanziaria 2007) e, in particolare, quale sia il numero dei processi per corruzione a cui risultano essere state applicate, quale sia l’entità e la tipologia dei beni confiscati e se, e in che misura, sia stata data attuazione all’impiego delle somme ricavate per interventi per l’edilizia scolastica e per l’informatizzazione del processo o, comunque, in quale fondo tali somme siano confluite. (3-02224)
(Presentata il 24 aprile 2012) 
 

Stenografico dell’interrogazioni a risposta immediata

(Elementi in relazione allo stato di attuazione delle disposizioni previste dai commi 220 e 221 dell’articolo 1 della legge finanziaria per il 2007 in materia di confisca di beni per reati contro la pubblica amministrazione – n. 3-02224 )  

PRESIDENTE . L’onorevole Rossomando ha facoltà di illustrare la sua interrogazione n. 3-02224 , concernente elementi in relazione allo stato di attuazione delle disposizioni previste dai commi 220 e 221 dell’articolo 1 della legge finanziaria per il 2007 in materia di confisca di beni per reati contro la pubblica amministrazione (vedi l’allegato A – Interrogazioni a risposta immediata) .  

ANNA ROSSOMANDO . Signor Presidente, signor Ministro la crisi strutturale che attraversa l’Italia, a differenza degli altri Paesi, ha alcune caratteristiche specifiche. Tra queste vi è un’ingombrante e costosissima presenza del fenomeno della corruzione, che costa 60 miliardi di euro all’erario, ma soprattutto ha un costo in termini di sviluppo economico, di competitività e di produttività, tutte risorse che, tra l’altro, vengono a mancare su un altro versante di grande rilievo e di grande attualità, cioè quello della spesa e dell’impiego per fini sociali delle risorse del comparto pubblico.
Su iniziativa di diverse associazioni, tra le quali Cittadinanza attiva, e di alcuni parlamentari era stata presentata una proposta di legge, che poi ha avuto applicazione nella legge finanziaria, sull’impiego dei beni confiscati, derivanti da reati di corruzione, per fini similari a quelli che già sono in uso per i beni confiscati alla mafia.
Noi vorremmo sapere, appunto con questa interrogazione a risposta immediata, il numero dei processi per corruzione a cui risulta essere stata applicata questa normativa, l’entità e la tipologia dei beni confiscati, come siano state impiegate le risorse confiscate e quali siano gli interventi di edilizia scolastica e informatizzazione del processo, che erano i fini sociali per l’appunto individuati.

 PRESIDENTE . Il Ministro per i rapporti con il Parlamento, Dino Piero Giarda, ha facoltà di rispondere.

 DINO PIERO GIARDA , Ministro per i rapporti con il Parlamento . Signor Presidente, i quesiti che sono stati indirizzati al Ministro della giustizia riguardano competenze diverse, molte delle quali sono di pertinenza di diversi ministeri, il Ministero dell’interno, dell’economia e delle finanze, fino al Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca.
L’argomento è complesso e dettagliato e, pertanto, mal conciliabile con i tempi ristretti che ci sono imposti dal Regolamento parlamentare in materia di question time . La risposta sarà, quindi, sintetica cercando di distinguere tra le diverse competenze dei diversi ministeri.
Per quel che riguarda il Dicastero della giustizia, si fa presente che il decreto legislativo n. 159 del 2011, il cosiddetto codice antimafia, ha provveduto a recepire le modifiche introdotte dall’articolo 1, comma 221, della legge finanziaria per il 2007. In merito si evidenzia, però, che il suddetto codice antimafia ha abrogato i commi 220-221 dell’articolo 1 della legge finanziaria per il 2007 in seguito alla caducazione della legge n. 575 del 1965, in materia di disposizioni antimafia, così come modificata proprio dal predetto articolo 1, commi 220-221. Il suddetto codice non prevede le specifiche destinazioni del finanziamento degli interventi per l’edilizia scolastica e per l’informatizzazione del processo, di cui al comma quinto dell’articolo 2- undecies della legge n. 575 del 1965.

 Peraltro, nella vigenza dell’attuale disciplina trova applicazione una confisca estesa anche ai reati contro la pubblica amministrazione ai sensi dell’articolo 12- sexies del decreto-legge 8 giugno 1992, n. 306. La verifica della sua attuazione è stata richiesta ai diversi uffici giudiziari perché la direzione generale di statistica della giustizia effettua una rilevazione sulla base della quantificazione giuridica del fatto e non in relazione all’eventuale confisca dei beni.
Il dato numerico potrà, quindi, essere riferito soltanto dai singoli uffici giudiziari all’esito di un complesso monitoraggio avviato, ma non ancora concluso.
Allo stato, nella banca dati gestita dalla direzione generale della giustizia penale risultano, nel periodo compreso negli ultimi tre anni, ventuno procedimenti non ancora definiti, nei quali è stata adottata una misura cautelare ai sensi dell’articolo 12 citato, per un totale di 1114 beni di varia natura e tipologia.
Con riguardo poi agli interventi per l’edilizia scolastica di interesse del Ministero dell’istruzione, è in corso un lavoro istruttorio per pervenire alla definizione di un protocollo di intesa a più firme.
Venendo, infine, al Ministero dell’interno, il cosiddetto codice antimafia ha delimitato le competenze dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, non comprendendo i reati contro la pubblica amministrazione.
Come evidenziato dal Ministero, fino all’istituzione dell’Agenzia nazionale la competenza in materia di confische era attribuita all’Agenzia del demanio. Detto ciò, nella consapevolezza della complessità della materia determinata in parte da interventi normativi che si sono susseguiti nel tempo, si assicura che il Governo mantiene ferma l’azione sul monitoraggio già disposto con il coinvolgimento delle istituzioni competenti e non mancherà di informare dei suoi esiti il Parlamento nelle sedi opportune.

PRESIDENTE . L’onorevole Rossomando ha facoltà di replicare.

ANNA ROSSOMANDO . Signor Presidente, mi soddisfa molto parzialmente la risposta, so che era complessa l’indagine. Mi limito ad alcune brevissime osservazioni: spero che il fatto che la normativa non sia stata trasposta nel codice antimafia sia frutto di una svista alla quale naturalmente noi come Partito Democratico ci impegniamo a porre rimedio approfittando della discussione della legge sulla corruzione, ampliando anche le ipotesi.
Abbiamo già prodotto delle proposte emendative con particolare riferimento a casi particolari di riparazione pecuniaria e credo comunque che sia assolutamente da ampliare questo aspetto, perché si tratta di reati che colpiscono la collettività – sono contro la pubblica amministrazione e, quindi, più di altri colpiscono proprio quel bene collettivo, quel bene comune che è rappresentato dall’attività tutta dello Stato – e, quindi, a maggior ragione l’impiego per fini sociali è particolarmente importante e utile.
Si tratta di strade anche molto concrete per dare attuazione e far fronte ad una questione di risorse per fini sociali di cui si sente molto il bisogno.
Seguiremo con impegno questo monitoraggio – mi avvio alla conclusione, signor Presidente – perché certamente, stando più nello specifico del comparto giustizia, al di là dei tagli e della mancanza di risorse, un problema molto serio e concreto è dove vanno a finire quelle seppur magre risorse che vengono reperite a vario titolo da sequestri, confische e altro e che potrebbero essere utilizzate innanzitutto per far funzionare il comparto giustizia.

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La Resistenza delle Donne – Sabato 28 Aprile a Torino

26 aprile 2012 Nessun commento

La Resistenza delle Donne 2012

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Conferenza Nazionale sulla Giustizia – Anna Rossomando

1 aprile 2012 Nessun commento

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30 marzo ‘12 – Conferenza Nazionale PD sulla Giustizia. Roma

29 marzo 2012 Nessun commento

30_3_12 Conferenza Nazionale sulla Giustizia - PD

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20.3.12 il Giornale: i redditi dei politici

21 marzo 2012 Nessun commento

Per un disguido non risulta pubblicata, sul sito della Camera dei Deputati, la mia documentazione patrimoniale che non ho nessuna difficoltà a rendre nota, come del resto già pubblicata in un articolo de “il Giornale” del 20.3.12

20_3_12 il Giornale_I redditi dei politici_Gli elenchi

Corruzione vs Welfare – Senato 20.3.12

20 marzo 2012 Nessun commento

corruzione vs welfare

COMUNICATO STAMPA

Corruzione/Rossomando (PD) 

Dichiarazione di Anna Rossomando – deputata piemontese del Partito Democratico, componente della Commissione Giustizia e della Giunta per le Autorizzazioni alla Camera dei Deputati – in merito all’interpellanza (depositata in data 19.3.12 e presentata oggi al convegno di Cittadinanzattiva al Senato “Corruzione vs Welfare”) a prima firma Rossomando e altri (Ferranti, Pedoto, Realacci) per chiedere al Governo lo stato di attuazione della norma che dispone che i beni confiscati per reati contro la Pubblica Amministrazione si applichi la stessa disciplina di quelli confiscati per reati di mafia: 

        “E’ ormai un dato acquisito che il fenomeno della corruzione danneggia non solo l’etica pubblica e la correttezza dei rapporti tra cittadino e Stato, ma produce un danno economico enorme al paese sia come danno erariale, quantificato in almeno 60 miliardi all’anno, sia come danno alla competitività dei settori della nostra economia anche a causa dell’alterazione del regime della libera concorrenza.

Oggi ancora più acutamente che nel passato nell’attuale crisi economica che attraversa il paese, pesa la sottrazione di risorse alla Pubblica Amministrazione. 

E’ giusto quindi discutere, come si è fatto all’odierno convegno organizzato da Cittadinanzattiva, del rapporto tra ciò che la “corruzione” sottrae alla collettività e ciò che potrebbe essere utilizzato per tutelare i beni comuni.   

Nel 2007 era stata introdotta una norma che disponeva che ai beni confiscati per reati contro la Pubblica Amministrazione si applichi la stessa disciplina di quelli confiscati per reati di mafia, e che i proventi dell’affitto, della vendita e della liquidazione dei beni siano versati nelle entrate del bilancio dello Stato per essere riassegnati in qual misura al finanziamento degli interventi per l’edilizia scolastica e per l’informatizzazione del processo.

Come per l’utilizzo per fini sociali dei beni confiscati alla mafia anche in questo caso l’attuazione della normativa citata ha un alto valore di sensibilizzazione sul significato civile del recupero e del riutilizzo dei patrimoni accumulati illecitamente, per questo abbiamo proposto un’interpellanza per conoscere quale sia lo stato di attuazione della norma citata.

Etica pubblica e risorse collettive sono strettamente collegate tra loro, e sono proprio i dati economici che lo confermano, per questo sono valori irrinunciabili”. 

Roma, martedì 20 marzo 2012

19_3_12 Interpellanza Corruzione

CORRUZIONE ROSSOMANDO (PD), RIUTILIZZARE A FINI SOCIALI BENI CONFISCATI

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