“SI’ ALLE REGOLE, NO AI TRUCCHI”. Presidio del Partito Democratico

8 marzo 2010 Nessun commento
manifesto3089_imgTorino – Manifestazione di SABATO 6 MARZO 2010 u.s.  - Ore 17.00
“SI’ ALLE REGOLE, NO AI TRUCCHI”. Presidio del Partito Democratico (in attesa di quella di sabato prossimo)
Davanti alla sede della PREFETTURA
Comunicato Stampa del PD Piemonte

REGIONALI: DL; MORGANDO (PD),GOVERNO DEMOLISCE LA DEMOCRAZIA 

(ANSA) – TORINO, 6 MAR – Il decreto ’salvaliste’ varato dal governo ‘demolisce la democrazia liberale che ha nel rispetto delle regole il suo principio fondamentale’. Lo afferma il segretario piemontese del Pd, Gianfranco Morgando, che oggi pomeriggio ha partecipato ad un presidio davanti alla Prefettura di Torino per protestare contro il provvedimento. ‘E’ un precedente gravissimo – rincara la dose Morgando – perche’ sancisce che le regole possono essere piegate agli interessi di una parte’. ‘Abbiamo parlato con il prefetto di Torino (Paolo Padoin) e gli abbiamo chiesto – aggiunge il presidente della Provincia di Torino, Antonio Saitta – di riferire al governo della nostra protesta’. Al presidio ha partecipato un centinaio di persone. Organizzato dal Pd, vi hanno partecipato tra gli altri anche il segretario provinciale del Pd, Gioacchino Cuntro’, il capogruppo del partito al Comune di Torino, Andrea Giorgis, i parlamentari Anna Rossomando e Stefano Esposito. Alla protesta hanno anche aderito esponenti dell’Italia dei Valori, dei Radicali e di Sinistra e Liberta’. Tanti gli slogan scanditi, tra cui ‘Berlusconi al San Vittore’ e ‘fuori la mafia dallo Stato’.(ANSA).  

GTT 06-MAR-10 19:37 NNNN

LaRepubblica_logo7_3_10 la Repubblica_In piazza l’ira del centrosinistra contro il decreto salvaliste

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NO ALL’INFORMAZIONE “TAGLIATA”

5 marzo 2010 Nessun commento

conf stampa no all'informazione tagliataCONFERENZA STAMPA
VENERDI’ 5 MARZO 2010  - Ore 12.00
NO ALL’INFORMAZIONE “TAGLIATA”
SALVARE L’EDITORIA LOCALE E CANCELLARE
I TAGLI DEL “MILLEPROROGHE”
presso sede regionale Partito Democratico
Via San Francesco d’Assisi, 35 – TORINO

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Save the date 1 marzo ore 21 – GIUSTIZIA: DALLA PARTE DEI CITTADINI. GENOVA

1 marzo 2010 Nessun commento

volantino_giustizia_genova

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Comunicato congiunto Merlo-Rossomando su odg Agenzia Torino 2006

24 febbraio 2010 Nessun commento

logoAGENZIA TORINO 2006.

 

“ORA BISOGNA SALVARE GLI IMPANTI OLIMPICI”


Dichiarazione di Giogio MERLO e Anna ROSSOMANDO

         “Una speranza per il futuro degli impianti olimpici della Val Susa e del pinerolese può arrivare dall’Ordine del giorno che abbiamo presentato con altri colleghi e che è stato approvato oggi alla Camera.
Destinare parte delle risorse dell’Agenzia – almeno 10 milioni di euro – al funzionamento degli impianti, oggi in grave difficoltà, e alla promozione turistica delle valli olimpiche è un obiettivo politico trasversale ai vari schieramenti.

Del resto, l’eredità olimpica è un tema bipartisan che a Torino e in Piemonte non è mai stato appannaggio di una sola parte politica.
‘Torino 2006’ continua ad essere un patrimonio di tutta la comunità piemontese. E l’Ordine del giorno approvato oggi alla Camera rappresenta un passo in avanti per non ridurre le Olimpiadi di Torino 2006 e la stessa gestione degli impianti ad uno scontro polemico permanente”.

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Dichiarazione su Decreto Emergenze

22 febbraio 2010 Nessun commento

Comunicato Stampa

Dl emergenze/ Rossomando: il Governo va sotto.

I cittadini hanno bisogno di riforme democratiche e trasparenti 

19_02_10 Dichiarazione su odg (a Dl emergenze) approvato oggi alla Camera a mia prima firma che impegna il Governo “a dare priorità, garantendo il necessario finanziamento, alla ristrutturazione e alla messa a norma delle numerose case circondariali attualmente esistenti”  

“Ricorrere alla legislazione di emergenza per affrontare l’urgenza del sovraffollamento delle carceri è la risposta sbagliata a un’urgenza sulla quale abbiamo incalzato e continueremo a incalzare il Governo.  

Da diverse fonti e da indagini apparse su organi di stampa è stata segnalata la non piena utilizzazione di strutture e ambienti già esistenti e questo è un primo intervento che in tempi brevi potrebbe garantire un aumento di posti disponibili. 

Invece l’art. 17/ter del Decreto introduce anche sul tema del sovraffollamento carcerario una procedura di deroga che mina il principio di trasparenza di libera concorrenza nelle procedure di aggiudicazione degli appalti.  

Se la maggioranza per realizzare velocità ed efficienza nella pubblica amministrazione deve ricorrere alla “Legislazione di emergenza” delle due l’una: o c’è stata una resa totale per una politica delle riforme, oppure si ritiene che questo sia il segno delle riforme.  

Elusione delle regole, dei controlli e della trasparenza, fonti normative che non nascono in un procedimento democratico (vedi Ordinanze) non sono le Riforme che vogliono i cittadini. Noi del Pd al fianco dei cittadini vogliamo le riforme per far funzionare meglio la pubblica amministrazione”.  

Roma, venerdì 19 febbraio 2010

Rassegna: 20_2_10 Secolo d’Italia_Emergenze, si alla legge_Anche Napolitano applaude; 20_2_10 Lab_Decreto legge emergenze, si della Camera; 20_2_10 Il sole24ore_Si della Camera al decreto Bertolaso

Agenzia: 19_2_10 ECO_ Dl protezione civile, Governo battuto su odg Pd per carceri e black list

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APPROVATO Odg su Protezione civile e carcere

19 febbraio 2010 Nessun commento

(Ripresa esame degli ordini del giorno – A.C. 3196-A)

Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 30 dicembre 2009, n. 195, recante disposizioni urgenti per la cessazione dello stato di emergenza in materia di rifiuti nella regione Campania, per l’avvio della fase post emergenziale nel territorio della regione Abruzzo ed altre disposizioni urgenti relative alla Presidenza del Consiglio dei Ministri ed alla protezione civile

 

Link diretto al video Presidente: Chiedo al presentatore se insista per la votazione dell’ordine del giorno Rossomando n. 9/3196-A/11, accolto dal Governo come raccomandazione.

ANNA ROSSOMANDO. Signor Presidente, non possiamo accettare l’accoglimento come raccomandazione perché la questione è tutta politica e molto concreta. In sostanza, come già si è detto in sede di illustrazione dell’ordine del giorno in esame, chiediamo che invece di adottare queste procedure emergenziali che bypassano i controlli e tutte le procedure normali della pubblica amministrazione (in particolare, bypassano la tutela dei diritti soggettivi e la possibilità di interloquire nell’ambito del procedimento amministrativo), si dia priorità, garantendo il necessario finanziamento, alla ristrutturazione degli edifici carcerari e alla messa a norma delle numerose case circondariali attualmente esistenti.
Perché tale questione è politica, e mi rivolgo soprattutto ai colleghi della maggioranza che spesso ci richiamano alla cultura delle garanzie (non so se sono presenti in Aula i colleghi Paniz, Sisto, Pecorella e Contento, solo per citarne alcuni)?
La cultura delle garanzie è antitetica alla legislazione di emergenza: nemmeno per fatti di sangue molto gravi questo Paese e questo Parlamento hanno scelto ed adottato culture emergenziali parallele e procedure parallele (ad esempio, nei processi penali).
La cultura delle garanzie significa poter tutelare il diritto del singolo e gli interessi soggettivi e poter ricorrere, qualora eventualmente detti interessi soggettivi venissero lesi. Quanto invece al tema della velocità e dell’efficienza della macchina dello Stato, se ricorriamo all’emergenza o ad una struttura emergenziale, delle due l’una: o è una resa di questa maggioranza che intendeva attuare delle riforme per far funzionare meglio la macchina dello Stato, o invece – molto più pericolosamente – queste sono le riforme che questa maggioranza propone al Paese, questo è il tipo di Stato e di legislazione che si intende appunto proporre, attraverso una personalizzazione delle norme e delle procedure.
Abbiamo infatti deroghe alla normativa che addirittura danno la possibilità di non indicare neanche a quali norme si intende derogare. Infine, le regole che noi invochiamo non sono una questione astratta, cari amici e colleghi della maggioranza, perché le regole servono ad assicurare migliori condizioni per la pubblica amministrazione e quindi per i cittadini (il che significa anche pagare meno tasse), servono per la qualità delle opere, servono a garantire la concorrenza e quindi quella libertà anche sul mercato che spesso voi evocate, servono ad evitare il lievitare dei subappalti nei quali, come sappiamo, si annidano anche pericolose mancanze in tema di sicurezza sul lavoro.
Sul piano dunque delle riforme – e concludo – per far funzionare meglio lo Stato siamo ancora in attesa di proposte concrete e costruttive (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).  

ROBERTO MENIA, Sottosegretario di Stato per l’ambiente e la tutela del territorio e del mare. Chiedo di parlare.  

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.  

ROBERTO MENIA, Sottosegretario di Stato per l’ambiente e la tutela del territorio e del mare. Signor Presidente, anche l’ordine del giorno Rossomando n. 9/3196-A/11 potrebbe essere accolto integralmente, preciso però solo un elemento: il testo del dispositivo dell’ordine del giorno in esame in sostanza reca l’impegno «a dare priorità, garantendo il necessario finanziamento, alla ristrutturazione (…)». Non credo che sia opportuno insistere sul dato della priorità – ossia stabilire se prioritariamente sia meglio costruire un nuovo carcere o ristrutturarlo – quanto piuttosto sulla garanzia del finanziamento. Se dunque il dispositivo viene riformulato nel senso di sopprimere le parole: «dare priorità» mantenendo invece le seguenti: «garantendo il necessario finanziamento alla ristrutturazione», mi pare che l’obiettivo rimanga lo stesso e non viene indicato un ordine di priorità che può essere quanto meno discutibile.  

PRESIDENTE. Chiedo dunque al presentatore se accetti la riformulazione dell’ordine del giorno Rossomando n. 9/3196-A/11 proposta dal Governo?  

ANNA ROSSOMANDO. Signor Presidente, non accetto la riformulazione proposta dal Governo ed insisto per la votazione.  

PRESIDENTE. Passiamo dunque ai voti. Avverto che è stata chiesta la votazione nominale mediante procedimento elettronico.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull’ordine del giorno Rossomando n. 9/3196-A/11, non accettato dal Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).  

Onorevoli Barbareschi, Cristaldi, Traversa, Rondini, Marco Carra, Lanzillotta, Coscia, Sardelli…
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni – Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).  

(Presenti e votanti 492
Maggioranza 247
Hanno votato
248
Hanno votato
no 244).

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TERZO VALICO E TORINO-LIONE. Oggi, MERCOLEDI’ 10 FEBBRAIO SARA’ DISCUSSA L’INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA (DEPUTATI PIEMONTESI DEL PD)

10 febbraio 2010 Nessun commento

Oggi, mercoledì 10 febbraio 2010, nell’ambito del “question time” alla Camera dei Deputati dalle ore 15,00 (Link diretto al video), verrà discussa l’Interrogazione a risposta immediata sottoscritta da tutti noi, Deputati del Partito Democratico del Piemonte, relativa alle dichiarazioni del Ministro Claudio Scajola sulla Torino-Lione e sul Terzo Valico.

Interrogazione a risposta immediata
Al Ministro per le infrastrutture e i trasporti – per sapere, premesso che:
come riportato dalle agenzie di stampa in occasione della cerimonia di avvio dei lavori di potenziamento del nodo ferroviario di Genova, il Ministro dello sviluppo economico avrebbe dichiarato, alla presenza del Ministro in epigrafe, che tale intervento racchiuderebbe in sé anche la radice della realizzazione dell’opera del Terzo Valico dei Giovi, aggiungendo che se si dovesse giungere ad una scelta per questioni economiche tra il corridoio 5 Torino-Frejus ed il Terzo Valico ferroviario sulla linea Genova-Rotterdam, quest’ultimo sarebbe prioritario;
sempre secondo l’opinione del Ministro dello sviluppo economico, tale scelta sarebbe motivata dalla necessità di collegare il più grande porto d’Italia al centro e al nord Europa nell’interesse di tutto il Paese per “interconnettere il porto più grande del Mediterraneo col centro dell’Europa perché la nuova economia ci spinge in questa direzione”, ribadendo che “è importante la Torino-Frejus, facciamo marciare tutte due le opere insieme, ma se dovessimo fare una scelta, il Terzo Valico è fondamentale”;
tali valutazioni fanno seguito alle perplessità già espresse dal Ministro per le riforme per il federalismo, leader di una delle principali forze politiche della coalizione di Governo, circa l’utilità della realizzazione della infrastruttura Alta velocità/Alta capacità sulla linea Torino-Frejus;
tali posizioni non possono non suscitare preoccupazione e disorientamento in quanti, popolazioni, utenza, amministrazioni e sistema delle imprese, hanno sempre creduto nella strategicità della Alta velocità/Alta capacità sulla linea Torino-Frejus per la Regione Piemonte e per l’intero Paese;
quale sia il reale intendimento del Governo circa il proseguimento degli interventi funzionali alla realizzazione della TAV Torino-Lione, secondo il programma e la tempistica prevista, a tal fine predisponendo ogni intervento e atto necessario, anche di carattere finanziario.

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Save the date: IN MEMORIA DI ELUANA ENGLARO. TORINO, LUNEDI’ 8 FEBBRAIO 2010 – Ore 11.00. sede regionale Partito Democratico

5 febbraio 2010 Nessun commento

In memoria di Eluana EnglaroCONFERENZA STAMPA  
LUNEDI’ 8 FEBBRAIO 2010  - Ore 11.00
IN MEMORIA DI ELUANA ENGLARO,
A UN ANNO DALLA MORTE.
L’IMPEGNO DEI PARLAMENTARI DEL PD
PER LA LEGGE SUL TESTAMENTO BIOLOGICO
presso sede regionale Partito Democratico
Via San Francesco d’Assisi, 35 – TORINO

Lunedì 8 febbraio 2010 , dalle ore 11.00 , presso la sede regionale del Partito Democratico (Via San Francesco d’Assisi, 35) si svolgerà la Conferenza stampa sul tema “IN MEMORIA DI ELUANA ENGLARO, A UN ANNO DALLA MORTE. L’impegno dei Parlamentari del PD per la legge sul testamento biologico”.

        Intervengono la Senatrice Magda NEGRI , l’Onorevole Anna ROSSOMANDO,  il Segretario regionale del PD del Piemonte Gianfranco MORGANDO , il Segretario provinciale del PD di Torino Gioacchino CUNTRO’ , insieme ad altri Parlamentari ed esponenti del PD del Piemonte.

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IMPEDIMENTO A COMPARIRE IN UDIENZA o c.d. “Legittimo Impedimento”: PROSEGUE L’ESAME alla CAMERA

3 febbraio 2010 Nessun commento

Riprende in Aula l’esame del testo unificato delle proposte di legge concernenti Disposizioni in materia di impedimento a comparire in udienza (C889 ed abb.).

Intervento sull’emendamento 1.283:  Al comma 2, aggiungere, in fine, il seguente periodo: Quando si procede per il reato di cui all’articolo 590 del codice penale, le altre parti sono ammesse a provare che l’impedimento addotto non determina l’assoluta impossibilità per l’imputato di presenziare all’udienza.

 

Link diretto al video ANNA ROSSOMANDO. Signor Presidente, volevo intervenire sull’emendamento Ferranti 1.283, quindi in relazione all’articolo 590 del codice penale. Ma intanto mi rivolgo all’onorevole Sisto: ho il dubbio che noi non leggiamo lo stesso codice di procedura penale, che dal 1989 ha introdotto il principio dispositivo della prova e quindi sancisce che solo in maniera residuale la prova è in mano al giudice, di regola la prova sta in mano alle parti.
In secondo luogo, mentre noi giochiamo a fare Indiana Jones sul ponte tibetano, per quanto riguarda l’articolo 590 del codice penale, le vittime di lesioni colpose si troverebbero molto pregiudicate da questi rinvii e se non possono provare la non sussistenza del legittimo impedimento. Stiamo parlando di incidenti stradali, infortuni sul lavoro, malattie professionali tipo quelle derivanti da amianto, colpa medica: tutte lesioni che provocano grandissime conseguenze e che si aspettano dai tempi del processo un ristoro economico che a volte è la sopravvivenza (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).

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“Legittimo Impedimento” oggi alla Camera

2 febbraio 2010 Nessun commento

IMPEDIMENTO A COMPARIRE IN UDIENZA: RESPINTE LE PREGIUDIZIALI DI COSTITUZIONALITA’

L’Assemblea, dopo aver respinto la questione pregiudiziale Franceschini ed altri riferita al testo unificato delle proposte di legge concernenti Disposizioni in materia di impedimento a comparire in udienza (C889 ed abb.), ha ripreso l’esame e il voto del provvedimento.

Discussione del testo unificato delle proposte di legge: Consolo; Biancofiore e Bertolini; La Loggia; Costa e Brigandì; Vietti; Palomba; Paniz: Disposizioni in materia di impedimento a comparire in udienza (A.C. 889-2964-2982-3005-3013-3028-3029-A)

Intervento a titolo personale

 

Link diretto al video ANNA ROSSOMANDO. Signor Presidente, intervengo a titolo personale. Colleghi della maggioranza, a proposito di giustizialismo e di cultura liberale, qui si discute della possibilità del giudice di valutare in concreto.
Vorrei ricordare a noi che la prima conquista è stata quella di sottrarre alla soggezione del monarca assoluto, del principe, la decisione del giudice, con la prova legale. Ma la seconda grande conquista, con la rivoluzione francese e con Voltaire, è stata il superamento della prova legale. È una conquista della cultura delle garanzie, che è basata su tre principi: libero convincimento del giudice, formazione della prova davanti al giudice (diremmo oggi al dibattimento) e giuria popolare.
Dunque, vi chiedo, soprattutto colleghi della maggioranza che fate parte dell’avvocatura: quando vi siete separati da questa cultura liberale, alla quale tutti ci onoriamo di appartenere (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico)?

Intervento ed illustrazione dell’emendamento 1.180: al comma 2, sopprimere le parole: , delle attività preparatorie e consequenziali, nonché di ogni attività comunque connessa alle funzioni di governo.

 

Link diretto al video ANNA ROSSOMANDO. Signor Presidente, la soppressione che chiediamo con questo emendamento riguarda l’ennesima parte che elenca una serie di attribuzioni. L’elencazione è così generale ed elevata che di fatto, come abbiamo detto più volte, introduce una forma di prerogativa e di immunità. Vorrei spendere qualche parola su questo argomento su cui stiamo discutendo da alcune ore, cioè l’uso della legge ordinaria o di quella costituzionale. Non è un problema di forma o di eleganza, è un problema di vera sostanza. Ribadiamo ancora una volta: voi continuate ad usare delle leggi processuali, uno strumento processuale che è finalizzato ad altri fini volendo proteggere altri beni, per introdurre neanche un’immunità ma delle forme di vero e proprio privilegio.
Diciamo una volta per tutte che il legittimo impedimento, che già esiste ed è già disciplinato, tutela innanzitutto il diritto di difesa, cioè il diritto ad essere presenti nel processo, non a non essere presenti nel processo! Anche in questo senso la questione del sereno svolgimento affrontato dalla Corte costituzionale sta in questo principio e sulla questione dell’esercizio della giurisdizione, e non sulla questione del potere di un singolo magistrato.
Quindi, se il problema non è solo di forma, ma di sostanza, vorremmo sapere, tra diciotto mesi o chissà quando, se comunque vorrete affrontare – e, in caso negativo, vorremmo conoscerne il motivo – anche in termini costituzionali, davanti a tutti i cittadini, le questioni di fondo, che non sono lo scontro tra magistratura e politica, bensì il controllo di legalità, la questione dell’impunità, quella della tutela del principio di uguaglianza: è questo che non avete il coraggio di affrontare in un dibattito pubblico, e perciò si tratta di privilegi. Avete coniato l’espressione di primus super pares, invece di primus inter pares; questo ci differenzia perché per voi il voto vuol dire populismo e potere di singoli sui molti, per noi il voto legittima la democrazia, la libertà e la legalità.
In ultimo, vorrei dire agli amici dell’UdC che la posizione da essi assunta non l’ho presa tanto come una giustificazione di carattere politico, inizialmente mi è sembrata una provocazione nei confronti non dell’opposizione, ma della maggioranza. Ritengo che sia un giorno triste quello in cui ai cittadini si prospetta di acconsentire ad un male minore facendo passare un vero e proprio privilegio (neanche una prerogativa). È un’Italia rassegnata quella che cercheremmo di costruire se approvassimo una norma di siffatta.
Infine, vorrei osservare che il male minore è cosa ancora peggiore di un concetto quanto mai pericoloso che è quello della ragione di Stato. Quando si parla di ragion di Stato, che, lo ribadisco, è un concetto ancora molto pericoloso, perlomeno sui singoli si fa prevalere l’interesse della collettività; in questo caso, invece, sull’interesse della collettività si fa prevalere l’interesse del singolo collegato a singoli processi e a singole scadenze processuali (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).

 

Link diretto al video ANNA ROSSOMANDO. Signor Presidente, quale cultura delle garanzie e quale libertà (mi suggerisce anche l’intervento del collega Giovanelli di poc’anzi)? Non è un caso che questa norma intenda tutelare il Governo e i Ministri e quindi l’Esecutivo: non ha niente a che vedere con quelle tutele, previste nella Costituzione all’indomani del dopoguerra, che intendevano tutelare la libertà dei parlamentari quando scendevano in piazza al fianco dei braccianti e degli operai, proteggendone la libertà contro lo strapotere dell’Esecutivo, al quale era stata sottoposta anche la magistratura.
Qual è la cultura a cui facciamo riferimento? È la cultura di un celebre processo, quello a Danilo Dolci, quando fece lo «sciopero alla rovescia» nelle strade di Partinico per essere a fianco degli oppressi, per pulire e mettere in ordine quelle strade e fu processato per questo. Tutta la migliore cultura democratica e giuridica…

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