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Segui la diretta WebTv (ore 10) del convegno “Donne promotrici di diritti – Avvocate, giustizia, modernità” (Camera dei deputati 25/10/17)


Mercoledì 25 Ottobre 2017 ore 09:30
CONVEGNO – “Donne promotrici di diritti – Avvocate, giustizia, modernità”
“Donne promotrici di diritti – Avvocate, giustizia, modernità”: è il titolo del convegno promosso dall’Unione delle camere penali italiane (Ucpi) in programma oggi, alle ore 9,30 nella Sala Aldo Moro di Palazzo Montecitorio. Saluti di apertura della vicepresidente della Camera, Marina Sereni. Introduce e modera Giulia Boccassi, responsabile Commissione pari opportunità dell’Ucpi. Conclusioni di Beniamino Migliucci, presidente Ucpi. Interventi di Marcello Flores D’Arcais, ordinario di Storia dei diritti umani all’Università di Siena, Serife Ceren Uysal, avvocato del Foro di Istanbul, Giovanna Ollà, presidente del Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Rimini, Anna Rossomando, deputata della Commissione Giustizia della Camera.

Camera dei deputati, 25/10 convegno ‘Donne promotrici di diritti’

Convegno 25.10.2017Camera, 25/10 convegno ‘Donne promotrici di diritti’ Roma, 23 ott. (LaPresse) – Mercoledi’ 25 ottobre, alle ore 9,30, presso la Sala Aldo Moro di Montecitorio, si terrà il convegno “Donne promotrici di diritti. Avvocate Giustizia Modernità”. Interverranno la Vice Presidente della Camera dei deputati on. Marina Sereni, l’on. avv. Anna Rossomando componente dell’Ufficio di Presidenza e della commissione Giustizia della Camera dei deputati, l’avv. Giulia Boccassi, responsabile commissione Pari Opportunità UCPI, il Professor Marcello Flores D’Arcais, Ordinario di storia dei Diritti Umani presso l’Università di Siena, l’avv. Serife Ceren Uysal del Foro di Istanbul, l’avv. Giovanna Ollà, Presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Rimini e l’avv. Beniamino Migliucci, Presidente Unione Camere Penali Italiane. Si affronteranno i seguenti temi: ‘Storia e formazione dei diritti, il ruolo delle donne’; ‘Avvocate a tutela delle libertà’; ‘Essere Avvocate oggi’; ‘Proposta di Legge n. 4058/2016: modifica all’articolo 420-ter del codice di procedura penale in materia di legittimo impedimento dell’avvocata nel periodo di maternità (4058)’. L’appuntamento sarà trasmesso in diretta webtv dal sito della Camera dei deputati:

LUNEDÌ 23 OTTOBRE 2017 11.26.21

Stalking, Rossomando (Pd): Camere già al lavoro su correttivi

Stalking, Rossomando (Pd): Camere già al lavoro su correttivi Parere positivo ministro Orlando su emendamento presentato a Senato Roma, 6 ott. (askanews) – “Il Parlamento è già al lavoro su correttivi”. Così Anna Rossomando, deputata del Partito Democratico. “Il reato di stalking nei casi più gravi è procedibile d’ufficio e quindi non è possibile una sentenza come quella appena emessa a Torino anche se viene risarcito il danno – ha spiegato la parlamentare dem -. Nei casi residui ove l’applicabilità della giustizia riparativa è affidata alla valutazione del giudice, data la particolarità della posizione della persona offesa è opportuna una correzione della norma; ciò tra l’altro sarebbe in linea con l’impostazione scelta nel provvedimento sul femminicidio dove avevamo optato per la soluzione, oggi vigente, che prevede che il ritiro della querela da parte della persona offesa – ha sottolineato la deputata della commissione Giustizia – avvenga solo avanti l’autorità giudiziaria e quindi in una forma particolarmente assistita. In Parlamento già dalla ripresa dei lavori sono all’esame soluzioni per correggere la norma sullo stalking e ne è conferma il parere positivo espresso oggi dal Governo con il ministro Andrea Orlando sull’emendamento al provvedimento in discussione al Senato ­- ha concluso la deputata torinese – che interviene proprio su questo punto”. pol-njb 20171006T150934Z

VENERDÌ 06 OTTOBRE 2017 15.09.47

Assegno di divorzio: addio per legge al tenore di vita? (DonnaModerna 4.10.17)

Assegno di divorzio: addio per legge al tenore di vita?

di Lorenza Pleuteri – DonnaModerna

http://www.donnamoderna.com/news/i-nostri-soldi/divorzio-assegno-tenore-di-vita-parametri

giudice in sentenza di divorzio mani uomo e donna

Comincia la discussione di un disegno di legge che stabilisce gli indicatori da valutare per determinare l’assegno di divorzio dovuto all’ex coniuge più debole. Il tenore di vita non è tra i parametri previsti

Torna d’attualità un tema che in primavera ha fatto discutere, e dividere, perché riguarda le condizioni di vita e il futuro economico di coppie scoppiate e unioni civili arrivate al capolinea. L’assegno di divorzio deve o non deve tenere conto deltenore di vita avuto durante il matrimonio? A maggio la Cassazione ha detto di no, stabilendo che i parametri di riferimento dovrebbero essere l’indipendenza e l’autosufficienza economica.

Ma non tutti i tribunali stanno prendendo decisioni nel solco tracciato dai supremi giudici. Anzi. Arrivano anche provvedimenti di segno opposto. Per superare questa situazione, dando ai giudici linee guida comuni da seguire, 11 deputati di Pd e Gruppo misto a fine luglio hanno depositato una proposta di legge, assegnata alla commissione Giustizia della Camera. Nei prossimi giorni dovrebbe cominciare la discussione. “La speranza – dice l’onorevole Anna Rossomando, una delle firmatarie del ddl, ottimista – è che si riesca ad approvare il testo entro la fine della legislatura. Credo che raccoglieremo il consenso di colleghi di altri partiti. Il problema c’è e riguarda non poche persone. Gli obbiettivi dichiarati sono ragionevoli e condivisi. Si prevedono soluzioni improntate all’equità familiare, rispondendo alle attese della società”. In sostanza si elencano tutti i parametri da soppesare nei tribunali, per decidere se e quando concedere l’assegno di divorzio e per quantificare l’importo.

Ecco i parametri prefissati da considerare

Il ddl integra un articolo della vecchia legge sul divorzio, datata 1970. Di “tenore di vita” non si parla, non esplicitamente. Si prevede che l’assegno post divorzio debba essere “destinato a compensare, per quanto possibile, la disparità che lo scioglimento o la cessazione degli effetti del matrimonio crea nelle condizioni di vita dei coniugi». Nella determinazione dell’assegno di divorzio, stabiliscono le modifiche suggerite dagli 11 deputati, i giudici dovranno valutare sempre una serie di indicatori prefissati:

-le condizioni economiche in cui i coniugi vengono a trovarsi a seguito della fine del matrimonio;

-le ragioni dello scioglimento o della cessazione degli effetti civili del matrimonio;

-la durata del matrimonio;

-il contributo personale ed economico dato da ciascuno alla conduzione familiare e alla formazione del patrimonio di ciascuno e di quello comune;

-il reddito di entrambi gli ex coniugi o ex partner :

-l’impegno di cura personale di figli comuni minori o disabili, assunto dall’uno o dall’altro coniuge;

-la ridotta capacità reddituale dovuta a ragioni oggettive;

-onde gravitazionali

-la mancanza di un’adeguata formazione professionale come conseguenza dell’adempimento di doveri coniugali.

L’assegno sarà solo a tempo

Basta assegni a vita. I tribunali, quando l’ex coniuge più debole è in una situazione di difficoltà economica temporanea e superabile, potranno stabilire anticipatamente per quanti mesi o per quanti anni l’assegno di divorzio andrà versato. L’assegno non è dovuto, invece, quando a chiederlo è l’ex coniuge che ha provocato la fine della relazione perché ha violato gli obblighi coniugali (ad esempio il dovere di assistenza e cura del partner malato).

Le linee guida del ddl

Le linee normative delineate dai deputati rispondono a esigenze concrete e ricorrenti, come viene spiegato nell’introduzione. Si vuole evitare che lo scioglimento delle nozze provochi l’indebito arricchimento di un partner, ma anche che il coniuge economicamente più debole finisca in condizioni di degrado dopo aver costruito la sua vita sul matrimonio, dedicandosi alla cura della famiglia e rinunciando a continuare gli studi o a lavorare fuori casa.

Recepiti altri ordinamenti europei

Il testo all’esame trae ispirazione, spiega sempre Rossomando, anche “dagli ordinamenti europei dove è tenuta presente l’esigenza che al coniuge divorziato debole – quasi sempre la donna – venga dato un aiuto economico destinato, per quanto possibile, a compensare la disparità o lo squilibrio economico creato dallo scioglimento del matrimonio. Al tempo stesso la corresponsione del contributo non deve provocare risultati iniqui o favorire il coniuge cui è stata attribuita la colpa esclusiva del divorzio”. Quanto alla durata e all’entità dell’assegno divorzile, da non confondere con gli alimenti né con il mantenimento in fase di separazione, “le cose sono evidenti: un matrimonio lampo non può avere lo stesso peso di una storia d’amore lunga 30 o 40 anni”.

Stupro di gruppo: intergruppo donne, parole inaccettabili

MERCOLEDÌ 05 LUGLIO 2017 17.26.19
(ANSA) – ROMA, 5 LUG – “Sono da ritenersi inaccettabili le dichiarazioni del sindaco di Pimonte, Michele Palummo, che ha definito “una bambinata” lo stupro di gruppo contro una ragazzina di 15 anni da parte di 12 coetanei”. E’ quanto dichiarano le deputate dell’intergruppoper le donne, i diritti e le pari opportunita’, sottolineando come la violenza contro una minorenne “non solo non puo’ mai essere derubricata come ‘bambinata’ ma e’ certamente piu’ grave di altre forme di violenza in cui vittima sia una donna adulta. Il danno subito da questa bambina – continuano le deputate – la segnera’ per sempre”. Le deputate dell’intergruppo esprimono inoltre il loro piu’ profondo sconcerto per il fatto che ad esprimersi cosi’ sia un rappresentate delle istituzioni. “Anche le sue scuse ci appaiono tardive e inefficaci”, concludono. (ANSA). PH 05-LUG-17 17:25 NNNN

Ddl penale: Rossomando, nessuna depenalizzazione stalking

(ANSA) – ROMA, 28 GIU – “Da ieri son girati in rete ‘allarmismi’ su una presunta depenalizzazione del reato di stalking (in relazione all’art. 162 ter c.p. introdotto con la legge di riforma del processo penale recentemente approvata) che sono certamente frutto di una mancata comprensione della norma che vorrei chiarire”. Cosi’ Anna Rossomando, deputata del Partito Democratico. I limiti posti dalla norma che prevede l’estinzione del reato (pena massima non superiore a 4 anni), escludono l’applicabilita’ allo stalking (che prevede una pena massima di 5 anni), essendo anche prevista dalle attuali norme la “irrevocabilita’ della querela”. “Comunque e in ogni caso – aggiunge Rossomando - non e’ possibile l’estinzione per condotte riparatorie nei casi in cui il reato diventa procedibile d’ufficio, vale a dire quando sono presenti alcune aggravanti, in particolare se il reato e’ commesso nei confronti di un minore, donne in stato di gravidanza, o di persona con disabilita’, se e’ commesso da un soggetto ammonito dal questore per condotte persecutorie in danno della stessa vittima, o se e’ connesso con altro delitto per il quale si procede d’ufficio. La crescente violenza sulle donne, nota come femminicidio, e’ stata al centro di diverse iniziative legislative attente alla tutela delle vittime, ma soprattutto a mettere in campo interventi tempestivi al comparire dei primi segnali. La cronaca purtroppo – conclude Rossomando - ci dice che molto ancora c’e’ da fare per la formazione di tutti gli operatori chiamati ad intervenire in queste vicende; e ancor piu’ c’e’ da fare per sconfiggere la cultura della sopraffazione ancora cosi’ presente e diffusa”, conclude. (ANSA). PH 28-GIU-17 15:40 NNNN

MERCOLEDÌ 28 GIUGNO 2017 15.40.50