Archivio della categoria: Donne

Violenza donne: Rossomando (PD), alto valore panchine rosse

(V. ‘Violenza donne: Pd difende panchine rosse…’ delle 13.47) (ANSA) – TORINO, 3 APR – “Attaccare le Panchine Rosse significa svilire l’importanza della lotta contro la violenza di genere”. Cosi’ Anna Rossomando, deputata torinese del Partito Democratico in commissione Giustizia alla Camera. “Una lotta che passa anche attraverso l’educazione e la crescita culturale: le Panchine Rosse sono esattamente questo, un progetto dall’alto valore simbolico apprezzato e rispettato da tutta la cittadinanza. Spiace che, ancora una volta, Salvini non se ne sia accorto, a differenza delle donne del suo partito…”. (ANSA). COM-GTT 03-APR-16 17:09 NNNN

DOMENICA 03 APRILE 2016 17.09.49

Carceri: Rossomando (Pd), ruolo enti locali indispensabile

(V. ‘Carceri: figli detenute Torino…’ delle 15.05 circa) (ANSA) – TORINO, 21 MAR – “Con il protocollo di intesa siglato dal Comune di Torino con la Casa Circondariale Lorusso e Cutugno e l’Ufficio Esecuzione Penale Esterna si aggiunge un altro tassello alle iniziative necessarie affinche’ i figli delle donne condannate ad espiare la pena in carcere non sopportino il peso di tali condanne”. Lo afferma in una nota la parlamentare Pd Anna Rossomando. “Gia’ nella scorsa legislatura era stato approvato su iniziativa del Pd un importante provvedimento per le detenute madri, che prevedeva la possibilita’, in presenza di determinate condizioni, che le detenute madri potessero scontare la pena insieme ai loro figli in strutture apposite, gli Icam, Istituti a custodia attenuata per detenute madri. Utile e indispensabile affinche’ cio’ produca risultati concreti per garantire quella ‘normalita” alla quale tutti i bambini hanno diritto, e’ il ruolo degli enti locali. Per questo il protocollo sottoscritto con la citta’ di Torino e la sua amministrazione e’ un impegno nel segno della civilta’”. (ANSA). COM-GTT 21-MAR-16 18:28 NNNN

LUNEDÌ 21 MARZO 2016 18.29.18

Quote rosa: Rossomando (Pd), legge sana squilibrio evidente

(ANSA) – ROMA, 3 FEB – “L’approvazione della legge Maturani sul riequilibrio di genere nei consigli regionali e’ un progresso importante per arrivare alla democrazia paritaria nelle istituzioni, ed e’ coerente con l’approvazione di norme antidiscriminatorie nella nuova legge elettorale e nella riforma costituzionale. Adesso anche le Regioni, conservando la loro  autonomia, dovranno sanare l’evidente squilibrio dei loro Consigli, dove la percentuale di elette, appena il 18 percento, non rappresenta adeguatamente l’impegno che tante donne offrono alla politica”. Cosi’ la deputata del Pd Anna Rossomando. “A chi obietta che in questo modo passano in secondo piano valutazioni legate ai meriti personali, e’ fin troppo facile rispondere – continua Rossomando - che troppo spesso i meriti personali delle donne tendono a essere non riconosciuti a causa di meccanismi consolidati di selezione della classe dirigente, e che innovazioni legislative come questa sono, come ha dimostrato l’esperienza, il modo per rompere quei meccanismi e proporre, all’inizio forzando sulla consuetudine, un sistema piu’ bilanciato e partecipativo. Dunque in attesa di festeggiare, magari tra qualche decennio, il superamento nei fatti della legge che abbiamo approvato oggi, festeggiamo nel frattempo in modo piu’ che degno il settantesimo anniversario dell’introduzione del suffragio femminile”. (ANSA). DEL 03-FEB-16 16:21 NNNN

Saranno le donne a sconfiggere l’Isis (Anna Rossomando su huffingtonpost 1.2.16)

Anna Rossomando Headshot
 Diventa fanCapogruppo Pd nella Giunta per le autorizzazioni

Saranno le donne a sconfiggere l’Isis

Pubblicato: 
INTERGRUPPO DAESH

Saranno le donne a sconfiggere l’Isis? Detta così sembra un’affermazione sopra le righe, ma è proprio dalle donne – quelle che hanno subito nella loro vita di madri prove dolorose legate all’arruolamento di loro figli nel Daesh – che è venuta una reazione forte alla violenza del sedicente Stato islamico. Madri ferite ma coraggiose come Saliha Ben-Ali o Christiane Boudreau, che dopo essere state colpite negli affetti più cari si sono spese per dare ad altre famiglie ciò che loro non hanno avuto, ovvero assistenza di fronte alla improvvisa radicalizzazione dei loro figli – sembra incredibile, ma da quando i giovani vengono convinti ad aderire all’ideologia di Daesh a quando diventano foreign fighters passano in una buona parte di casi poche settimane.Proprio Huffington Post ha ospitato un grande reportage con le loro storie, e il 29 gennaio quelle madri erano a Roma, alla Camera dei deputati, per raccontarle.

Storie che non parlano solo dello sgomento – che, certo, c’è stato – quando hanno capito che il loro figlio rinnegava la sua famiglia di origine per congiungersi a Daesh, ma anche delle iniziative cui hanno poi dato vita nei rispettivi Paesi – Belgio e Canada – per cercare di combattere e prevenire ogni forma di radicalizzazione violenta. Dunque è a partire dalle loro esperienze che come Intergruppo parlamentare delle donne, i diritti e le pari opportunità abbiamo dato vita a “Donne contro il Daesh”, un convegno che si è tenuto a Montecitorio organizzato dalla presidente della Camera Laura Boldrini in collaborazione con l’intergruppo.

Abbiamo ascoltato dalla voce di Saliha e Christiane, commuovendoci un po’, l’improvvisa trasformazione delle loro vite, e abbiamo dovuto prendere atto di come, in quel frangente, siano rimaste sole – con in più il marchio d’infamia di “madri di terroristi”, come è successo nel civilissimo Canada – a fare i conti con la metamorfosi dei figli, poco più o poco meno che ventenni, che hanno trasformato la loro storia di disagi personali legati, a volte, al non pieno inserimento sociale o alle loro fragilità, in adesione alle tesi, e purtroppo anche alla pratica di morte, del radicalismo di matrice islamica. Saliha ha aderito a SAVE – Society Agasinst Violent Extremism - fondandone la sezione belga, e Christiane ha dato vita a Mothers for life, due associazioni o meglio due “reti”, per dare sostegno alle donne coinvolte, mettendole insieme per uno scambio di esperienze e per l’individuazione di una serie di azioni di prevenzione e recupero, a partire dall’identificazione dei primi segnali di radicalizzazione.

Preziosa anche l’esperienza della sociologa austriaca Edit Schlaffer, che con Woman without borders si propone, fin dal 2002, di rendere le donne protagoniste del cambiamento sociale e culturale. È lei la promotrice di SAVE, impegnata nello studio di strategie di contrasto al terrorismo e del ruolo della società civile nella rete di sicurezza. Ed è stato interessante ascoltare quanto fatto dal Comune danese di Aarthus, dove si sperimenta un programma di deradicalizzazione che, come ha spiegato oggi il professor Lasse Lindekilde, ha prodotto dei risultati; si tratta di progetti in evoluzione, che devono essere calati nelle realtà locali.

L’esperienza di tutti loro sarà preziosa per chiunque voglia impegnarsi su questo tema. Noi, come parlamentari italiane, vogliamo intanto essere a fianco di queste donne coraggiose. Sono certa che radicalizzazione e violenza saranno sconfitte, e lo saranno proprio a partire dalle donne. Bisogna togliere ai terroristi il terreno di coltura, reagire alla sfida di chi vorrebbe minare alla base la normalità della nostra vita e minare, allo stesso tempo, le fondamenta della democrazia e cioè la libertà e il dialogo, con la responsabilità che questi beni preziosi comportano per ciascuno di noi.

Siamo tutti minacciati ma le donne lo sanno prima. Guardiamo le biografie dei terroristi, anche degli ultimi episodi sanguinosi non solo in Europa ma in tutto il mondo, e vediamo che i giovani sono il principale obiettivo di reclutamento; sappiamo che le donne sono sotto molti aspetti le principali vittime dell’estremismo e del terrorismo, ma sappiamo anche che c’è un lavoro silenzioso ma incessante di molte di loro contro la radicalizzazione. Ecco, noi siamo al loro fianco. E se anche in Italia, come succede altrove, ci saranno strutture e associazioni che si impegnano contro qualsiasi radicalizzazione, vuol dire che questo primo momento di confronto, che in una sede solenne come la sala della Regina della Camera ha visto molti studenti appassionarsi, vuol dire che oggi abbiamo iniziato un percorso che dobbiamo fare insieme a partire dall’Europa.

convegno daesh

 

Video “Le donne contro Daesh – Il contrasto al radicalismo e al fondamentalismo” (a Montecitorio)

Intervento on. Anna Rossomando

Video completo

http://webtv.camera.it/evento/8907

 

“Le donne contro Daesh – Il contrasto al radicalismo e al fondamentalismo”. E’ il titolo dell’incontro tenuto venerdì 29 gennaio, a Montecitorio (ore 10, Sala della Regina), organizzato dalla Presidente della Camera, Laura Boldrini, in collaborazione con l’Intergruppo parlamentare per le donne, i diritti e le pari opportunità.

All’incontro sono intervenute le madri di due giovani occidentali che hanno perso la vita dopo essere stati reclutati per combattere con Daesh: Saliha Ben Alì, fondatrice del ramo belga dell’Ong “Save-Society against violent extremism”, e Christianne Boudreau, canadese, coordinatrice dell’Ong “Mothers for life”. Si tratta in entrambi i casi di programmi di de-radicalizzazione che vedono le madri dei combattenti impegnate in prima linea contro l’estremismo e il terrorismo.

SOno intervenuti inoltre Lasse Lindekilde, docente dell’Università di Aarhus, la cittadina danese che, tra le prime al mondo, ha avviato un programma di reinserimento sociale per i foreign fighters di ritorno, e Daniel Koehler, direttore “Girds” (German Institute on radicalization and de-radicalization studies), uno dei massimi esperti del fenomeno della radicalizzazione. Tra i relatori, anche Edith Schlaffer, direttrice esecutiva della rete “Women without borders/ Save”, fondatrice di diverse Ong che coinvolgono le donne dei Paesi del mondo arabo e musulmano nella lotta al fondamentalismo.

Dopo il saluto iniziale della Presidente Boldrini; ha aperto i lavori la Segretaria di Presidenza, Anna Rossomando, componente dell’Intergruppo parlamentare. Si sono succeduti gli interventi, inoltre, di alcune deputate dello stesso Intergruppo: Deborah Bergamini, Dorina Bianchi, Marta Grande, Pia Locatelli, Marisa Nicchi e Lia Quartapelle.

A moderare i lavori la giornalista Maria Gianniti.

Giustizia: Rossomando(Pd), bene Orlando su parita’ genere Csm

(ANSA) – ROMA, 15 LUG – Anna Rossomando, deputata del Pd della commissione Giustizia, apprezza l’iniziativa del ministro guardasigilli di invitare il Csm a considerare la questione della parita’ di genere per la dirigenza degli uffici giudiziari. “Apprezzo – dice la parlamentare dem commentando l’intervista di oggi al Sole 24 Ore di Orlando – che il ministro della Giustizia inserisca anche la rappresentanza dell’altra meta’ del cielo tra i punti qualificanti la riforma della giustizia. L’impegno preso dal ministro – osserva Rossomando - e’ un importante riconoscimento alla qualita’ del lavoro delle donne magistrate e della necessita’ di valorizzare il loro contributo”. (ANSA).
PAE 15-LUG-15 18:36 NNNN

MINORI. ROSSOMANDO: FATTI PASSI AVANTI NON SCONTATI

(DIRE) Roma, 18 giu. – “Con il testo votato oggi alla Camera rispondiamo ad una legittima aspettativa. Grazie ad un intenso lavoro della commissione e dell’aula si e’ conseguito questo importante risultato con significativi passi avanti che non erano scontati, visti i diritti e gli interessi in campo”. Lo dice la deputata del Pd Anna Rossomando, autrice di un disegno di legge in materia di identita’ biologica e di alcuni emendamenti, in parte recepiti dal nuovo testo preparato per l’aula dalla commissione. Spiega Rossomando: “Con la previsione di un regime transitorio e la possibilita’ di confermare la scelta della segretezza da parte delle donne, a fianco del diritto di conoscere le proprie origini da parte dei figli resta confermato il diritto delle donne, che hanno fatto scelte dolorose e difficili , di mantenere l’anonimato se lo desiderano”. (Com/Pol/ Dire) 16:32 18-06-15 NNNN

Rossomando: Identità biologica? Delicato chiedere a madre senza revoca segreto

Roma, 12 mag. (LaPresse) – “È pacifico che una madre che non abbia riconosciuto il proprio figlio alla nascita possa cambiare idea e revocare la segretezza del parto. La questione più delicata è, però, come si possa svolgere la procedura se la madre non ha manifestato questa volontà”. Lo ha detto la deputata del Pd Anna Rossomando al Gr1, parlando del ddl sull’identità biologica che viene discusso venerdì dall’aula di Montecitorio. Rossomando è autrice di una delle proposte di legge sul tema che sono state discusse nella commissione Giustizia della Camera, di cui fa parte. lcr 121400 Mag 2015