Archivio mensile:febbraio 2016

Imprese: Rossomando (Pd), bene ‘kit legalita’ introdotto a Torino

(AGI) – Torino, 22 feb. – “Con il kit della legalita’, promosso dalla Camera di Commercio e dalla Procura di Torino, il mondo delle imprese dimostra l’importanza di dotarsi dei giusti anticorpi: la legalita’ infatti e’ un bene comune ed e’ una risorsa che crea benessere e sviluppo ma l’unico presidio non possono essere le sanzioni e le sentenze della magistratura”. E’ quanto afferma Anna Rossomando, deputato torinese del Pd in Comissione Giustizia alla Camera. “Da Torino – aggiunge – arriva un esempio che puo’ rappresentare un segnale per tutto il Paese di come il sistema imprenditoriale possa contrastare le ‘zone grige’ impegnandosi in prima persona”.(AGI) LUNEDÌ 22 FEBBRAIO 2016 19.37.36

“Intercettazioni? Parliamone, si può” (Anna Rossomando su Huffingtonpost del 17.2.16)

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Intercettazioni? Parliamone, si può

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Può la cultura delle garanzie essere patrimonio condiviso? Intanto, diciamo che parlare di intercettazioni si può. Si può affrontare il delicato tema dell’utilizzazione, e ancora prima quello della trascrizione delle comunicazioni irrilevanti o contenenti dati sensibili senza intaccare l’efficacia e l’importanza di questo necessario strumento di indagine. Su questo terreno il governo si è mosso da tempo, con il ministro della Giustizia Andrea Orlando, inserendo nella delega sulla riforma del processo penale le innovazioni sull’utilizzo degli ascolti.

Personalmente non credo che esista un diritto a prescindere a conoscere “le vite degli altri”; ciò che legittima l’ascolto, l’utilizzo e la pubblicazione delle comunicazioni è sempre e solo l’indagine su un fatto-reato. Occorre partire da qui per valutare cosa è pubblicabile o no.

L’iniziativa del Procuratore della Repubblica di Torino Armando Spataro (e quelle già preannunciate da altre Procure) di intervenire regolamentando e affrontando anche il punto di vista dei diritti del difensore, e in particolare quello a conoscere e valutare per l’utilizzazione processuale anche ciò che il Pm ha ritenuto irrilevante, affidando poi l’ultima decisione a un giudice terzo, è certamente un segnale positivo e un lavoro utile, che conferma e rafforza l’esigenza di un intervento legislativo.

Giustizia: Rossomando, riforma “fallimentare” altro tassello

(ANSA) – ROMA, 11 FEB – “Una riforma che rendera’ piu’ moderna la giustizia e contribuira’ allo sviluppo del Paese”. Cosi’ la deputata del Pd Anna Rossomando, della commissione Giustizia della Camera, sulla legge delega e la riforma organica delle discipline della crisi di impresa e dell’insolvenza approvata ieri dal Consiglio dei ministri su proposta del Guardasigilli Andrea Orlando. “Una riforma di carattere strutturale – sottolinea la deputata dem – che supera il concetto di ‘fallimento’ in favore di quello di gestione della crisi e, molto concretamente, va a incidere in uno dei settori chiave per la competitivita’ del Paese. Consentira’, una volta approvata dalle Camere, di limitare le perdite del tessuto economico evitando che la crisi di un’impresa si ripercuota con effetto domino sulle altre che sono in relazione con essa. Insomma – conclude Rossomando – un altro tassello di una giustizia rinnovata a partire da temi sui quali, per valutazione diffusa tra gli operatori, c’e’ piu’ bisogno di innovazione”. (ANSA). PAE 11-FEB-16 18:53 NNNN

Quote rosa: Rossomando (Pd), legge sana squilibrio evidente

(ANSA) – ROMA, 3 FEB – “L’approvazione della legge Maturani sul riequilibrio di genere nei consigli regionali e’ un progresso importante per arrivare alla democrazia paritaria nelle istituzioni, ed e’ coerente con l’approvazione di norme antidiscriminatorie nella nuova legge elettorale e nella riforma costituzionale. Adesso anche le Regioni, conservando la loro  autonomia, dovranno sanare l’evidente squilibrio dei loro Consigli, dove la percentuale di elette, appena il 18 percento, non rappresenta adeguatamente l’impegno che tante donne offrono alla politica”. Cosi’ la deputata del Pd Anna Rossomando. “A chi obietta che in questo modo passano in secondo piano valutazioni legate ai meriti personali, e’ fin troppo facile rispondere – continua Rossomando - che troppo spesso i meriti personali delle donne tendono a essere non riconosciuti a causa di meccanismi consolidati di selezione della classe dirigente, e che innovazioni legislative come questa sono, come ha dimostrato l’esperienza, il modo per rompere quei meccanismi e proporre, all’inizio forzando sulla consuetudine, un sistema piu’ bilanciato e partecipativo. Dunque in attesa di festeggiare, magari tra qualche decennio, il superamento nei fatti della legge che abbiamo approvato oggi, festeggiamo nel frattempo in modo piu’ che degno il settantesimo anniversario dell’introduzione del suffragio femminile”. (ANSA). DEL 03-FEB-16 16:21 NNNN

Saranno le donne a sconfiggere l’Isis (Anna Rossomando su huffingtonpost 1.2.16)

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Saranno le donne a sconfiggere l’Isis

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INTERGRUPPO DAESH

Saranno le donne a sconfiggere l’Isis? Detta così sembra un’affermazione sopra le righe, ma è proprio dalle donne – quelle che hanno subito nella loro vita di madri prove dolorose legate all’arruolamento di loro figli nel Daesh – che è venuta una reazione forte alla violenza del sedicente Stato islamico. Madri ferite ma coraggiose come Saliha Ben-Ali o Christiane Boudreau, che dopo essere state colpite negli affetti più cari si sono spese per dare ad altre famiglie ciò che loro non hanno avuto, ovvero assistenza di fronte alla improvvisa radicalizzazione dei loro figli – sembra incredibile, ma da quando i giovani vengono convinti ad aderire all’ideologia di Daesh a quando diventano foreign fighters passano in una buona parte di casi poche settimane.Proprio Huffington Post ha ospitato un grande reportage con le loro storie, e il 29 gennaio quelle madri erano a Roma, alla Camera dei deputati, per raccontarle.

Storie che non parlano solo dello sgomento – che, certo, c’è stato – quando hanno capito che il loro figlio rinnegava la sua famiglia di origine per congiungersi a Daesh, ma anche delle iniziative cui hanno poi dato vita nei rispettivi Paesi – Belgio e Canada – per cercare di combattere e prevenire ogni forma di radicalizzazione violenta. Dunque è a partire dalle loro esperienze che come Intergruppo parlamentare delle donne, i diritti e le pari opportunità abbiamo dato vita a “Donne contro il Daesh”, un convegno che si è tenuto a Montecitorio organizzato dalla presidente della Camera Laura Boldrini in collaborazione con l’intergruppo.

Abbiamo ascoltato dalla voce di Saliha e Christiane, commuovendoci un po’, l’improvvisa trasformazione delle loro vite, e abbiamo dovuto prendere atto di come, in quel frangente, siano rimaste sole – con in più il marchio d’infamia di “madri di terroristi”, come è successo nel civilissimo Canada – a fare i conti con la metamorfosi dei figli, poco più o poco meno che ventenni, che hanno trasformato la loro storia di disagi personali legati, a volte, al non pieno inserimento sociale o alle loro fragilità, in adesione alle tesi, e purtroppo anche alla pratica di morte, del radicalismo di matrice islamica. Saliha ha aderito a SAVE – Society Agasinst Violent Extremism - fondandone la sezione belga, e Christiane ha dato vita a Mothers for life, due associazioni o meglio due “reti”, per dare sostegno alle donne coinvolte, mettendole insieme per uno scambio di esperienze e per l’individuazione di una serie di azioni di prevenzione e recupero, a partire dall’identificazione dei primi segnali di radicalizzazione.

Preziosa anche l’esperienza della sociologa austriaca Edit Schlaffer, che con Woman without borders si propone, fin dal 2002, di rendere le donne protagoniste del cambiamento sociale e culturale. È lei la promotrice di SAVE, impegnata nello studio di strategie di contrasto al terrorismo e del ruolo della società civile nella rete di sicurezza. Ed è stato interessante ascoltare quanto fatto dal Comune danese di Aarthus, dove si sperimenta un programma di deradicalizzazione che, come ha spiegato oggi il professor Lasse Lindekilde, ha prodotto dei risultati; si tratta di progetti in evoluzione, che devono essere calati nelle realtà locali.

L’esperienza di tutti loro sarà preziosa per chiunque voglia impegnarsi su questo tema. Noi, come parlamentari italiane, vogliamo intanto essere a fianco di queste donne coraggiose. Sono certa che radicalizzazione e violenza saranno sconfitte, e lo saranno proprio a partire dalle donne. Bisogna togliere ai terroristi il terreno di coltura, reagire alla sfida di chi vorrebbe minare alla base la normalità della nostra vita e minare, allo stesso tempo, le fondamenta della democrazia e cioè la libertà e il dialogo, con la responsabilità che questi beni preziosi comportano per ciascuno di noi.

Siamo tutti minacciati ma le donne lo sanno prima. Guardiamo le biografie dei terroristi, anche degli ultimi episodi sanguinosi non solo in Europa ma in tutto il mondo, e vediamo che i giovani sono il principale obiettivo di reclutamento; sappiamo che le donne sono sotto molti aspetti le principali vittime dell’estremismo e del terrorismo, ma sappiamo anche che c’è un lavoro silenzioso ma incessante di molte di loro contro la radicalizzazione. Ecco, noi siamo al loro fianco. E se anche in Italia, come succede altrove, ci saranno strutture e associazioni che si impegnano contro qualsiasi radicalizzazione, vuol dire che questo primo momento di confronto, che in una sede solenne come la sala della Regina della Camera ha visto molti studenti appassionarsi, vuol dire che oggi abbiamo iniziato un percorso che dobbiamo fare insieme a partire dall’Europa.

convegno daesh