Un pensiero su “Pena di morte, Rossomando (Pd): “Lo sfogo è comprensibile ma lo Stato non si vendica” (Intervista su Repubblica Torino 7.3.14)

  1. Mario

    Stefano Esposito scrive:”Una mamma e il suo figlioletto di 3 anni massacrati perché lei ha detto no alle avance di un uomo malato. Mi dispiace, ma io per gente così vorrei la pena di morte. Lo so non è un pensiero di sinistra, ma come fai ad ammazzare un bambino di 3 anni, cazzo.”
    Lo leggo sul sito de “La Repubblica” e mi precipito a scrivere un commento, ne trovo già circa 250 e dopo 250 commenti circa, di solito, è superfluo aggiungere il proprio pensiero.
    Ma non in questo caso.
    Soprattutto perché considero Stefano Esposito uno degli amici in Parlamento e comunque, al di là di questo errore d’impeto, lo rivoterò se ne avrò l’occasione.
    L’omicidio di una donna con il suo bambino di appena tre anni è un delitto efferato, ma la morte di un altro essere umano non li riporterà alla vita.
    Come fa bene a ricordare qualcuno dei commentatori, ci sono in libertà stragisti e mafiosi che godono di un’impunità garantita semplicemente dalla loro tardiva collaborazione con gli inquirenti.
    La pena di morte è una pratica abominevole non degna di un Paese civile e di una grande Democrazia; e sto parlando degli USA e della mia adesione ad Amnesty International e in particolare al sostegno del progetto “Abolish the Death Penalty”.
    Quando i Radicali proposero l’abolizione dell’ergastolo, io fui parte di quello sparuto gruppo di persone che diedero risposta positiva perché ritengo che ogni sanzione debba rispondere al principio costituzionale della funzione rieducativa della pena.
    Ma questo post non urta solamente in merito alla pena di morte, questo post mette in difficoltà chi come me ogni giorno combatte la sua piccola battaglia contro il populismo dilagante, chi come me lotta ogni giorno contro la voglia di forche e forconi, di ronde e di “piazza pulita”, contro chi pensa che “si stava meglio quando si stava peggio”, contro chi pensa che la Giustizia sia un’inutile perdita di tempo proprio come la Democrazia e la classe politica.

    Caro Stefano, stai più attento!

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