INAUGURAZIONE ANNO GIUDIZIARIO. ROSSOMANDO (PD): “POSITIVE LE AZIONI DI PARLAMENTO E GOVERNO SULLA GIUSTIZIA”

INAUGURAZIONE ANNO GIUDIZIARIO TORINO 24 GENNAIO 2015

ROSSOMANDO (PD): “POSITIVE LE AZIONI DI PARLAMENTO E GOVERNO SULLA GIUSTIZIA”

Dopo gli anni in cui le toghe partecipavano all’inaugurazione dell’anno giudiziario con la costituzione in mano, ora si tratta di riprendere tutti il cammino delle riforme utili ai cittadini, animati dai principi fondamentali della nostra carta costituzionale e soprattutto dal suo spirito programmatico che ha fatto fare giganteschi passi in avanti al nostro paese.
Nessuna nostalgia dunque per gli attacchi degli anni passati alla magistratura e alla funzione della giurisdizione che, vogliamo ricordare, è funzione anche democratica. Ma soprattutto nessuna nostalgia per il sostanziale immobilismo che è stato il risultato più concreto e più amaro di questi ultimi 20 anni per i cittadini.
I numeri del servizio giustizia in Piemonte e le prime analisi che se ne possono ricavare confermano che le scelte e le azioni che parlamento e governo hanno messo in campo vanno nella giusta direzione.
Ridurre i tempi del processo civile e penale, migliorare l’efficienza e la qualità dei provvedimenti, affrontare prioritariamente le due emergenze dell’arretrato civile e del sovraffollamento delle carceri. Sul carcere abbiamo evitato di pagare oltre 40 milioni di sanzioni dopo la condanna della Corte Europea. Non si è trattato di “svuotare le carceri”, ma di potenziare il ricorso alle misure alternative che producono, tra l’altro, più sicurezza abbattendo la recidiva ed evitando il ricorso indiscriminato a indulto o amnistia.
Combattere la criminalità organizzata introducendo quelle figure di reato che consentono di stare al passo con i tempi come autoriciclaggio, falso in bilancio e misure per aggredire più efficacemente patrimoni di provenienza illecita.
Questi sono solo alcuni degli interventi già approvati o in via di approvazione in Parlamento a poco più di un anno e mezzo dall’inizio della legislatura.
Per colpire le organizzazioni criminali e la pesante ipoteca che grava sulla nostra economia e sulla vita delle nostre comunità abbiamo bisogno di moderni strumenti di indagine e di processi con tempi giusti, ma certi. Per questo, dobbiamo affrontare la riforma della prescrizione con il giusto equilibrio tra il diritto dello stato a punire e la “ragionevole durata del processo”. Giusto rimediare ai guasti della ex Cirielli, ma senza consegnare i cittadini a un tempo indefinito del processo. E poi intervenire sulla sola prescrizione non basta, dobbiamo intervenire, e lo stiamo facendo, sulle cause dei tempi ancora troppo lunghi della nostra giustizia differenziando e adeguando le risposte alle diverse domande di giustizia che ci sono. Bene quindi l’introduzione dell’archiviazione per tenuità del fatto con il necessario intervento della persona offesa; questa sarà una seria alternativa alla silenziosa attuale eutanasia dei procedimenti per fatti lievi.
Infine voltare pagina anche nel metodo, nessuna nostalgia per le norme sulla giustizia contro o a favore di qualcuno, sì al metodo adottato in questi mesi: coinvolgimento e ascolto degli operatori del diritto e poi le decisioni con la responsabilità della politica.

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