Ddl penale: Rossomando, principio giusto, si può ragionare su complessità indagini

(ANSA) – ROMA, 28 LUG – “L’emendamento che ho presentato, che faceva gia’ parte di una proposta di legge presentata dal Pd nella scorsa legislatura, vuole semplicemente affermare il principio secondo il quale dopo la chiusura delle indagini, debba essere stabilito un tempo certo per sapere se si e’ rinviati a giudizio o archiviati. Questo vale per indagati, persone offese e cittadini tutti. D’altra parte anche i giudici per le motivazioni delle sentenze hanno un tempo certo in cui devono pronunciarsi”. Cosi’ Anna Rossomando, deputata del Pd in commissione Giustizia, sul ddl che riguarda il processo penale. “Oggi il 70 per cento dei processi si prescrive prima che venga fissata l’udienza di primo grado. L’obiettivo, peraltro previsto dalla Costituzione, di assicurare ai processi un tempo ragionevole entro il quale si concludano deve essere mantenuto. Se il timore riguarda indagini complesse come quelle sulla mafia, terrorismo o sulla corruzione, penso che – aggiunge la deputata del Pd – non ci sia alcunche’ di male a definire meglio, nel prosieguo della discussione, un meccanismo che tenga conto di questo. L’importante e’ che si preservi il diritto del cittadino sottoposto a indagine (al quale, secondo le attuali norme, all’atto della chiusura delle indagini viene comunque recapitato un atto nel quale si ipotizzano reati e condotte a suo carico) di non essere sospeso a un tempo indeterminato per un rinvio a giudizio o archiviazione, e delle parti offese a ricevere giustizia in tempi congrui a evitare il raggiungimento della prescrizione di un reato”. “E’ appena il caso di ricordare a chi abbia letto il testo in maniera frettolosa – conclude – che in conseguenza di questa norma non cadrebbe alcuna indagine e tantomeno quelle in corso, in virtu’ della norma transitoria che specifica come l’applicazione sia a partire dal giorno di entrata in vigore delle legge”. PAE 28-LUG-15 16:29 NNNN

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