CARCERI: ROSSOMANDO (PD) A CIRIELLI, “Amnistia? Noi consideriamo le vittime”

COMUNICATO STAMPA

CARCERI: ROSSOMANDO (PD) A CIRIELLI,

“Amnistia? Noi consideriamo le vittime”

 

Dichiarazione di Anna Rossomando – deputata piemontese del Partito Democratico, Segretario di Presidenza e componente della Commissione Giustizia alla Camera dei Deputati: 

“Affrontare il tema dell’effettività della pena e della sua efficacia significa pensare che ci possono essere pene alternative e diverse dal carcere; pene che in determinati casi, che vengono valutati in concreto in base alla pericolosità sociale e alla gravità della condotta, restituiscono alla collettività una persona migliore, magari dopo avergli fatto svolgere lavori di pubblica utilità e atti riparatori nei confronti delle vittime”. È quanto afferma la deputata del Pd Anna Rossomando replicando a Edmondo Cirielli (FdI), che aveva contestato i provvedimenti che sono all’esame della commissione Giustizia di Montecitorio.

Secondo Rossomando “abbassare il numero di detenuti nelle carceri dovrebbe essere un obiettivo che accomuna tutti, anche per ovviare alle contestazioni che ci vengono dall’Europa sulle condizioni delle nostre carceri. Farlo estendendo la possibilità di far ricorso agli arresti domiciliari anziché ricorrere a un’amnistia consente di tenere in considerazione le esigenze di sicurezza e graduare l’effettività della pena, considerando anche le vittime”.

Infine, la deputata del Pd rileva che “il collega Cirielli non si è accorto che nell’emendamento sulla detenzione domiciliare si delega tra l’altro il governo a valutare la possibilità di escludere i ‘domiciliari’ per singoli reati di grave allarme sociale con pene non inferiori nel massimo a 4 anni”.

Roma, giovedì 13 giugno 2013

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>