Newsletter Anna Rossomando – 13 luglio 2018

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13 luglio 2018

Carissimi, 

l’Assemblea nazionale di sabato scorso ha rappresentato un passaggio molto importante per il Partito democratico. Con l’elezione a segretario di Maurizio Martina iniziamo un percorso di rigenerazione per un nuovo protagonismo del centrosinistra, sapendo che il primo obiettivo è impedire che il blocco gialloverde, oggi pieno di contraddizioni, si consolidi e che il Paese sia consegnato a una destra autoritaria con l’egemonia della Lega. Oggi la saldatura Lega5Stelle sta gonfiando le fila di una destra sovranista. Dobbiamo impedirlo.

Abbiamo la necessità di ripartire e di non perdere le ragioni di un impegno, di un insieme di valori che contraddistinguono la sinistra. Dobbiamo ripensare profondamente il ruolo del Partito democratico e la sua organizzazione per tornare ad essere indispensabile strumento di giustizia e dignità per tutti.

Sono convinta che debba essere al più presto celebrato il congresso, un congresso che non si riduca alla semplice rielezione del segretario, un congresso costituente che riscriva i valori e le linee di un programma politico adeguato alle sfide del terzo millennio.

Per ripartire abbiamo bisogno di dare voce a un civismo che c’è e vuole partecipare.

Abbiamo subìto la più grande sconfitta dal dopoguerra, dobbiamo affrontare le disuguaglianze e le ingiustizie che la globalizzazione ha provocato. Tornare al Pd delle origini non basta: perché già nel 2008 è arrivata la crisi a cambiare tutto. O ripartiamo dalla crisi sociale che rischia di diventare anche crisi della democrazia, o non ripartiamo. Oggi la destra dà risposte, sbagliate ma le dà. Ma dà anche molta identità mentre la sinistra sta rinunciando a farlo. Ci accusano di aver spinto sui diritti civili e trascurato quelli sociali. In parte è vero se significa che, abbiamo sottovalutato la richiesta di tutela che veniva dal lavoro e dai bisogni, ma noi, la sinistra, in tutto il mondo siamo quelli che tengono insieme diritti civili e sociali. Dobbiamo rivendicarlo. Dobbiamo tornare a parlare con tutti: con chi sta bene, ma soprattutto con chi sta male e questo implica un cambio sia di vocabolario che di priorità: fare un tagliando al Jobs Act (si può fare senza essere accusati di abiura), una riflessione su come la nuova industria 4.0 possa contribuire a creare nuova ricchezza e come questa ricchezza possa essere impiegata per nuovi posti di lavoro, parlare di pensioni pensando a una revisione della Fornero, della casa, della percezione di insicurezza. Dobbiamo costruire un’opposizione sui temi, sui contenuti, riportando l’attenzione sulle questioni economiche e sociali da cui Salvini distrae con le sue continue provocazioni e sfidare i 5Stelle sull’agenda sociale. La risposta alla solitudine, alla paura, alle ingiustizie, al bisogno di protezione, non può solo essere la rabbia e il rancore: serve una società più giusta e solidale, ed è in questa direzione che dobbiamo ricostruire una visione collettiva che recuperi la connessione anche emotiva con il nostro popolo.

Un caro saluto,
Anna Rossomando

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