Newsletter Anna Rossomando – 8 agosto 2018

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8 agosto 2018

Carissimi,

il lavoro non si crea per decreto, con nuove norme, nuove sanzioni, nuovi obblighi.
L’economia è complessità e contro la precarietà la faciloneria non basta. Il Governo giallo verde ha varato una legge a cui non seguiranno le promesse che l’hanno accompagnata.
Non è infatti sanzionando l’uso dei contratti a termine e del lavoro somministrato che si ottiene il risultato di andare in senso contrario alla mancanza di tutele nel mondo del lavoro. La precarietà si batte davvero se, ad esempio, si diminuisce il cuneo fiscale per le assunzioni a tempo indeterminato e se si favorisce, con incentivi, il passaggio dal lavoro a termine a quello stabile; se si combattono il dumping salariale e il lavoro nero, se si stanano le false partite IVA.
Al Senato abbiamo provato a migliorare il testo, formulando vari emendamenti (link), ma dopo aver ridotto ai minimi termini le audizioni e aver azzerato la discussione in Commissione, anche in Aula è stato dato parere contrario a tutti gli emendamenti dell’opposizione.
Preoccupante è poi l’allentamento delle regole per l’utilizzo dei voucher e la loro estensione che rischiano fortemente di incrementare la precarietà e incentivare il lavoro nero. Ancora preoccupante è inoltre la tendenza a sottovalutare i controlli, proprio quando la tragicità delle morti dei lavoratori agricoli nel foggiano chiama ancora una volta in causa la sicurezza della vita e della salute sui luoghi di lavoro.
E’ tempo di sciogliere rapidamente i nodi fondamentali per il futuro dell’Italia, dalla siderurgia (Ilva) alle infrastrutture (Tav), alla politica energetica nazionale (Tap). Servono idee e competenze, non l’approssimazione assemblearistica che il ministro Di Maio sta portando avanti. La Tav  è diventata la metafora quotidiana di questo Governo, che sui grandi temi industriali è diviso, rimanda le decisioni perchè non potrà dare seguito alle promesse della campagna elettorale.
Bloccare semplicemente le grandi opere, e per di più non avere un’idea di sviluppo nel mondo che cambia sempre più rapidamente, significa condannarci a riflessi occupazionali negativi e negare al Paese risorse per crescere.
Su questo ha ragione il presidente Chiamparino e la sua azione deve essere sostenuta  perchè non si confermi ciò che sta emergendo, ovvero il rischio concreto di una preferenza per l’asse Nord-Est a scapito del Nord-Ovest. In questo caso il Piemonte e l’Italia tutta ne risulterebbe danneggiata e isolata.
Questo Governo non parla di politiche di crescita, di politiche industriali, non sono chiare la qualità, la quantità e la direzione degli investimenti che intende promuovere. E’ tempo di discutere obiettivi, strumenti e caratteristiche di una nuova politica industriale che serve al Paese. Su questo dobbiamo incalzare il Governo con la nostra proposta e chiedere risposte.
Anche nella nostra regione, a settembre e in vista della legge di stabilità, sarà utile confrontarsi con le forze produttive e del lavoro tutto: questa la prima esigenza attorno alla quale costruire una coalizione di forze e non solo di sigle politiche.

Un caro saluto,
Anna Rossomando

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