Newsletter Anna Rossomando – 22 dicembre 2018

 

Carissimi,
mentre vi scrivo per augurarvi i miei più cari auguri di buone Feste, sono costretta ad aggiornarvi su quanto sta succedendo in Parlamento, nel Paese.
La legge di bilancio che voteremo questa notte sarà una manovra per la prima volta extraparlamentare perchè il Governo ha di fatto esautorato il Parlamento. La legge arriva infatti in Aula con l’imposizione della fiducia senza che la commissione abbia avuto la possibilità di esaminarla e avere il contributo di maggioranza e opposizione.
Il maxi emendamento che porteranno in Aula, scritto da quell’Europa verso la quale Salvini e Di Maio avevano promesso e giurato non si sarebbero mai piegati, rischia di mettere invece in ginocchio il nostro Paese, con la reale possibilità che nel 2020 e nel 2021 avremo l’Iva più alta d’Europa per via di nuove clausole su cui non ci sono le condizioni minime di salvaguardia.
L’Italia si è fermata, come una nave sequestrata. E non possiamo permettercelo. Dopo mesi irresponsabilmente sprecati in promesse di sviluppo senza un progetto, abbiamo il suo contrario: siamo passati dall’austerità espansiva all’indebitamento recessivo. Ai tagli ai servizi. Agli investimenti per 3 miliardi. Un Reddito di cittadinanza che rischia di essere la brutta copia del reddito d’inclusione. Un disastro, che annuncia recessione. Una recessione che si intreccia con l’involuzione democratica, perpetrata da Salvini. E il M5S è complice. Ha consentito in questi mesi che scomparisse il primato della questione sociale, su cui aveva costruito il suo consenso, cedendo alla deriva securitaria e razzista. E avendo perso la credibilità, con i condoni e le doppie morali, tenta di alzare la bandiera della questione morale senza averne alcun titolo.
Il nostro compito ora è portare il Paese fuori da questo pantano. Questo è il senso che deve avere la sinistra. Una sinistra che deve rigenerarsi e dare voce a quei tanti che si sentono abbandonati, non ascoltati e che per questo si sono rivolti altrove o hanno rinunciato. Pronunciare a voce alta parole nuove. E alcune anche antiche, che abbiamo smesso da troppo tempo, smarrendo l’anima. Non è un’operazione intellettuale, si intreccia sia con la battaglia politica contro questo governo sia con la discussione per ridare una linea e un gruppo dirigente al PD. Per costruire un’alternativa forte, credibile, vincente. Per recuperare il consenso che abbiamo regalato alla destra nazionalista e ai populisti.
Penso che questo sia possibile con Zingaretti alla guida del PD nazionale e per questo sostengo la sua candidatura a Segretario in un partito plurale in cui ciascuno si sente a casa.
La sfida in Piemonte sarà ancora più impegnativa con le elezioni regionali in primavera; perciò confido che il percorso congressuale, dopo il ballottaggio obbligatorio a norma di statuto, possa a breve concludersi con l’elezione di Paolo Furia a Segretario regionale con il contributo di un ampio arco di forze; per un PD piemontese con un nuovo slancio, forte, unito e plurale.

Un caro saluto
Anna Rossomando

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