Rossomando su “Si impicca in carcere un detenuto di 25 anni” (RepubblicaTorino.it)

“Il suicidio di un giovane algerino di 25 anni, che si è impiccato la scorsa notte nel carcere di Torino, è una notizia drammatica che accende ancora una volta una tetra luce sulla condizione dei detenuti e sulla situazione degli istituti penitenziari – dichiara Anna Rossomando, deputato torinese del Partito Democratico –. Se questi episodi accadono persino in un istituto come la casa circondariale Lorusso e Cotugno, all’avanguardia nella gestione del trattamento carcerario e per le esperienze innovative da tempo applicate, è chiaro ormai a tutti che il sovraffollamento nelle nostre carceri non è più tollerabile, perché genera condizioni di vita che sono ben oltre la soglia di sopportazione sia per i detenuti che per il personale di polizia penitenziaria e per tutti gli altri operatori.

Occorrono interventi strutturali e questo è il nostro impegno per proseguire in Parlamento la strada delle misure alternative e del carcere come extrema ratio.

Il numero dei suicidi in aumento nei tempi recenti richiede inoltre un impegno ulteriore per mettere in campo interventi specifici guardando anche alle esperienze degli altri paesi, come ad esempio gli Stati Uniti dove sono riusciti a ridurre dell’80% le morti in carcere grazie alla creazione di una struttura per la prevenzione dei suicidi attraverso la formazione del personale penitenziario”.

Un pensiero su “Rossomando su “Si impicca in carcere un detenuto di 25 anni” (RepubblicaTorino.it)

  1. Eloisa Pasqualotto

    Salve Anna,
    Ci siamo più volte incontrate anche se sicuramente non associa il mio nome ad un volto. In particolare una volta in cui ti raccontai della mia esperienza alla giustizia minorile, a Torino con i minori in messa alla prova di cui mi sono occupata come consulente psicologa per il ministero. Insieme ai colleghi che, analogamente a me, lavoravano alle vallette abbiamo messo in piedi una commissione all’ordine che si è occupata di psicologia penitenziaria in una delicata fase in cui la riforma della sanità penitenziaria stava riordinando la sanità nelle carceri e stava cancellando il prezioso ruolo dello psicologo all interno del sistema giustizia. Ebbi modo di consegnare una lettera alla Gam nelle mani dell ‘allora ministra e compagna, milito anche io nelle file del PD a rivoli, Livia Turco. La commissione aveva prodotto un documento che metteva alla luce il progressivo svuotamento di educatori e psicologi, quasi tutti consulenti, che ogni anno vedevano il taglio delle ore e il rischio che, se non monitorato, questo passaggio servisse a cancella re del tutto queste figure. Ti risparmio la poca attenzione che è stata prestata al documento, ma a distanza di anni le cose sono andate proprio così. Io non lavoro più per il ministero e molti altri colleghi hanno avuto la stessa sorte. Abbiamo continuato imperterriti per la nostra strada. E’ nel cassetto dell’assessorato alla salute della regione Piemonte la legge regionale che prevede il nostro passaggio dal ministero della giustizia alla sanità. Ma dal lontano ormai 2010 nessuno se ne è più interessato. Al di là della giusta indignazione è compito della politica creare le condizioni affinchè questi episodi non accadano ed ascoltare con autentico interesse chi di queste problematiche si è sempre occupato lottando per far si che la salute sia un diritto da garantire anche ai detenuti.
    Grazie e quando sarai a Rivoli mi farebbe piacere incontrarti.
    Dr Eloisa Pasqualotto.

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